‘Sempre più caldo'

CUORGNE'.Animali che non sono mai andati in letargo, larve che si schiudono, piante che germogliano. Che il clima stia cambiando ce ne siamo accorti un po' tutti, ma l'inverno 2006/2007 di questo passo verrà ricordato come il più caldo degli ultimi 150 anni. Un'anomalia? Purtroppo no. Entro il secolo (lo assicurano gli esperti), anche se in modo non omogeneo, la temperatura aumenterà da uno a sei gradi e questo accadrà soprattutto nelle zone nordiche (Scandinavia, Alaska) con tutto ciò che ne consegue. La colpa è dell'effetto serra, direttamente collegato al consumo spropositato di energia. Di cui tutti, alla fine, siamo responsabili.
Da anni le associazioni ambientaliste lanciano il loro grido d'allarme (inascoltato), ma nel 'piccolo" servirebbe anche un decalogo di comportamento che faremmo bene a cominciare ad applicare se non vogliamo rischiare, tra non molto, di fare il picnic in gennaio con qualche marmotta smarrita a cercare il cibo nel nostro cestino della merenda. «Giornate calde in pieno inverno si sono manifestate anche in altri anni, cosi come in passato ci è capitato di ragionare, appunto, su inverni miti - spiega Daniele Cat Berro, climatologo presso la Società Meteorologica Italiana -. Il problema è che questo fenomeno non è ciclico, ma c'è una progressiva accelerazione dello stesso. Del resto, salvo agosto, da aprile dello scorso anno stiamo facendo i conti con temperature sempre superiori alla media, e in gennaio questa tendenza si è consolidata. Questo è dovuto al fatto che invece di avere ondate di freddo prodotte da masse d'aria provenienti da nord-est, c'è un predominio delle correnti miti oceaniche. L'Atlantico comanda, dunque, e i venti occidentali la fanno da padrone. E sarà cosi anche nei prossimi giorni».
Il fohn della scorsa settimana che ha contribuito ad un innalzamento della temperatura sino a 18, 20, gradi, tornerà a soffiare già da domani. Nessuna precipitazione, dunque, salvo qualche isolata zona di confine, sino a lunedi, martedi, quando una perturbazione dovrebbe farsi strada con neve anche a quote collinari. «C'è un orologio genetico e l'ambiente reagisce di conseguenza - conferma Cat Berro -. Non è solo la temperatura alta ad indurre a comportarsi in un determinato modo, ma anche la quantità di luce disponibile, e d'inverno ce n'è poca. Ma se per giorni e giorni hai venti gradi fissi, è evidente che certi equilibri possono venir meno. Non mi sorprendono fioriture anticipate e farfalle svolazzanti anche nelle zone alpine». Il pianeta si riscalda tanto che nelle zone artiche, il 'profondo" nord, la fisionomia e il colore del territorio sono ormai in via di trasformazione. E' un processo irreversibile che ci dice come l'ecosistema sia impazzito. Ed allora converrà aggiornare anche l'almanacco e pensare di sostituire qualche vecchio detto che briciole di saggezza non regalano più. A fine mese ci aspettano i giorni della merla: i più freddi dell'anno? Una volta. L'amica pennuta della nostra commiserazione se ne fa un baffo. In volo sopra le Levanne, tra un po' ci si sente come ai Tropici. (m.mi.)