‘In trasferta si deve giocare cosi'

VENEZIA.È un Osvaldo Jaconi sereno quello che, a fine partita, riconosce il verdetto del campo, dicendosi soddisfatto per la prova dei suoi giocatori malgrado le molte assenze in attacco. Non cerca alibi neppure in quest'ultimo aspetto, che invece gliene avrebbe potuti dare, tanto che ieri la sua squadra è scesa in campo con una distribuzione delle maglie in ordine alfabetico. «Lo avevo già fatto con il Leonzio nel campionato 1991-92 - ricorda -. Del resto si può fare. Tuttavia, con il Venezia negli ultimi due anni abbiamo perso quattro partite su quattro, e ieri ha davvero mostrato tutte le sue qualità. Alla fine forse ne avevamo un pò più di loro, ma non è bastato per sperare di agguantare il pareggio».
Rispetto alle altre trasferte però, qualcosa nell'Ivrea sembra essere cambiato. «Questa è la grande differenza che ho notato contro il Venezia e di cui sono molto contento - prosegue il tecnico dei piemontesi -. Le altre prestazioni fuori casa, in confronto a questa, non erano nulla. Sapevamo di affrontare una grandissima squadra, tenendo comunque il campo a testa alta».
E infine un'attenta analisi sulla progressione degli avversari fino al gol. «Più passava il tempo e più il Venezia si faceva pericoloso nella prima frazione. Tant'è che il gol è arrivato in un'azione in cui ci hanno pressati con insistenza per trenta secondi con ben tre cross consecutivi. Ci hanno scombussolati finché Gennari si è trovato solo. Niente da dire: sono stati bravi».
E non cerca scuse neppure ‘Pippo' Vianello, che sorride a pensare di aver giocato con il 10 sulle spalle e da capitano nello stadio della sua città. «Si, non me l'aspettavo. Peccato però per il risultato. Con la vittoria di Pavia e Cremonese si fa ancora più dura, ma del resto questo Venezia è una squadra di un altro pianeta. Avevamo si tante assenze, ma non mi piace tirare in ballo questi aspetti - precisa Vianello -. In campo siamo scesi comunque in undici. Poteva finire anche 0-0, ma loro hanno vinto meritatamente. Credo che, se valesse la regola del pugilato anche nel calcio, avrebbero vinto comunque ai punti. Peccato anche per la grande punizione di Baldi che ci avrebbe portati in parità. Ma ci è mancata la concretezza davanti alla porta».
Naturalmente soddisfatto l'allenatore dei lagunari, Nello Di Costanzo: «Nel primo tempo abbiano giocato a sprazzi ma costruendo grandi azioni. Nella ripresa loro hanno cercato di venire avanti costringendoci in difesa, ma senza impensierirci troppo. E meno male che Aprea ci ha salvato il risultato». (s.b.)