Un canavesano nunzio in Italia

FOGLIZZO. Terra benedetta il Canavese, almeno dalla Chiesa. Dopo il cardinale Tarcisio Bertone segretario di Stato Vaticano, legato a Romano, suo paese d'origine, un altro canavesano occupa un posto ai vertici della Chiesa. E' l'arcivescovo Giuseppe Bertello, nativo di Foglizzo, nominato dal Papa nunzio apostolico in Italia. Tra breve quindi (la data non è ancora stata resa nota) monsignor Bertello, che attualmente ricopre lo stesso incarico a Città del Messico, farà ritorno in Italia. E prima di recarsi a Roma farà certamente tappa a Foglizzo dove tutto il paese già lo attende. Due personalità di spicco, il primo è in pratica il braccio destro di Benedetto XVI, l'altro ne è l'ambasciatore, che nel loro bagaglio di profonde conoscenze, si portano dietro anche un po' della loro terra.
Il primo ad essere informato della nomina è stato il parroco, don Gianmario Cuffia. Una gioia esplosa subito con le campane del paese che hanno suonato a festa. Una festa grande per don Cuffia che, l'anno scorso, aveva partecipato alle celebrazioni per i quarant'anni di sacerdozio di monsignor Bertello, avvenute senza clamori. E che oggi dice: «La nuova missione di monsignor Bertello è accompagnata dalla preghiera di tutta la nostra comunità. Monsignor Giuseppe continua nel suo servizio episcopale una lunga tradizione missionaria del clero foglizzese, preceduto dall'esempio di tre vescovi nati e cresciuti a Foglizzo: monsignor Domenico Barbero, vicario apostolico di Hyderagad (India), monsignor Michele Arduino, vescovo di Gerace Locri e Luigi Barbero, vescovo di Vigevano».
Poi è stata la volta del sindaco Tiziana Reinero, che da anni mantiene una corrispondenza via e-mail con l'arcivescovo. «Mi sono già congratulata con lui - ha detto Reinero - a nome mio e di tutta l'amministrazione comunale. E' una notizia che ci inorgoglisce e che monsignor Bertello merita a pieno titolo. E' una persona, umile, disponibile, di grande cuore. Sovente parla in piemontese: non l'ha dimenticato nonostante conosca svariate lingue. A Foglizzo viene due volte l'anno. Si ferma nella casa dove è nato in via Principessa Jolanda, tenuta in ordine da una zia».
Felice della nomina, ma abituata ai riconoscimenti attribuiti al fratello è Caterina Bertello, sorella maggiore dell'arcivescovo. Ci accoglie con un dolce sorriso nella sua casa di Bosconero dove vive con il marito Osvaldo Leone che fu sindaco del paese negli anni Sessanta. E subito si nota che la modestia è una virtù di famiglia: «Mi raccomando scrivete solo di mio fratello. E' lui quello importante».
Poi racconta: «Ha avuto la vocazione fin da bambino. Alle elementari faceva il cherichetto dai salesiani di Foglizzo - racconta - poi, nel 1953 è entrato in seminario ad Ivrea. Aveva 11 anni. Nel giugno del 1966 è stato ordinato sacerdote e ha celebrato la sua prima messa. Per un breve periodo è stato viceparroco proprio qui a Bosconero. Poi ha continuato gli studi a Roma all'accademia pontificia. Nel 1971 ha cominciato la sua carriera di diplomatico del Vaticano come segretario dell'enunciatura in Sudan. Poi è stato in Turchia, in Venezuela e a Ginevra presso l'Onu. Nel 1987 è stato nominato arcivescovo e subito dopo nunzio apostolico prima in Ghana, nel Togo, nel Benin e in Ruanda proprio negli anni della guerra civile tra hutu e tutsi. Quindi in Messico dove si trova da sei anni e mezzo. Anche noi non vediamo l'ora di averlo in Italia. Siamo sicuri che con la sua esperienza, le sue doti diplomatiche, la sua umanità e semplicità, potrà fare grandi cose per la Chiesa e per la gente». (l.m.)