Il traforo di Monte Navale in consiglio
PAVONE. Approvata la mozione presentata ad inizio dicembre dal gruppo consiliare "Per il futuro di Pavone". Si chiede un dibattito in comunale sul traforo di Monte Navale, ritenuto "argomento di vitale importanza non solo a livello viabilità, ma anche come impatto ambientale e di salute pubblica soprattutto per la zona nord di Pavone".
Minoranza e maggioranza si sono dette d'accordo affinchè siano anche convocate le commissioni consiliari preposte e la consulta per dibattere sul problema. Non si sa ancora in quale convocazione del consiglio verrà dibattuto tale argomento in quanto attualmente si attende la risposta a una lettera inviata dall'amministrazione al presidente della Provincia, Antonio Saitta, a seguito dell'incontro informativo dell'11 dicembre scorso ad Ivrea con l'assessore alla Viabilità, Giovanni Ossola, "sui progetti preliminari per la costruzione del traforo di Montenavale e sulla relativa viabilità di accesso per chi proviene dall'ex statale 565 e dalla strada provinciale 77".
La lettera cita i due lotti di lavori previsti dal progetto: il primo (già finanziato per 50 milioni di euro), relativo ‘alle opere specifiche del traforo, della viabilità di accesso a partire dalla nuova rotonda sulla ex statale 565 e alla viabilità in uscita dal traforo, verso la statale 26, il secondo lotto (ancora non finanziato) si riferisce invece «al collegamento a mezzo rilevato e poi viadotto della statale 565 che, a partire dal soprapasso autostradale, passando a circa sei metri sopra alla costruenda rotonda, dovrebbe smaltire il traffico ‘veloce' proveniente da casello autostradale e Pedemontana». L'amministrazione, nel documento inviato a Saitta, riferendosi esclusivamente al secondo lotto, intende ribadire quanto già espresso, congiuntamente all'amministrazione del Comune di Banchette, durante l'incontro, e pertanto afferma che, "ritenendo la scelta della costruzione della nuova rotonda sulla ss 565 fortemente migliorativa delle attuali condizioni di traffico ed avendo avuto assicurazione che lo svincolo già previsto per il collegamento al tunnel di Montenavale ha tutte le caratteristiche di sicurezza, viabilità, pendenze necessarie per garantire un corretto accesso alla prevista quota del traforo, dichiara che si opporrà ad ogni livello per evitare che un'area a salvaguardia ambientale di notevole valore, peraltro inserita nel contesto di un nodo idraulico dove i rilevati autostradali inopportuni hanno già creato disastri, venga deturpata da un'opera di cui non si rileva, nel modo più assoluto, la necessità".
Nel documento l'amministrazione suggerisce inoltre "di valutare, nei prossimi strumenti di pianificazione, la possibilità di effettuare eventuali collegamenti tra il nord e il sud-est di Ivrea approfittando delle opere autostradali che dovranno essere rifatte perché interferenti e non adeguate al Piano di Assetto Idrogeologico. Con queste due opere praticamente si interverrà su un tratto di collegamento che va da oltre il casello di Ivrea sulla Torino-Aosta, a nord, fin quasi al previsto casello di San Bernardo sulla Ivrea-Santhià, a sud-est, collegando la ex ss 565 con tutti i suoi presenti e futuri "affluenti", alla ss 26. Opere necessarie per evitare l'interruzione delle due autostrade e l'isolamento della Valle d'Aosta". (fr.fa.)