Mille firme per il crocifisso

CALUSO. L'ultimo crocefisso affisso nelle scuole di Caluso è stato, sette anni fa, quello di Giulio Siniscalchi, professore di italiano e di storia presso la media ‘Gozzano'. Ora Siniscalchi, docente in pensione è entrato a far parte del comitato promotore, guidato dal consigliere Valter Orsini, che vuole riportare il simbolo della cristianità nuovamente nelle aule scolastiche.
Tra le mani Orsini e Siniscalchi hanno la petizione con la quale avevano chiesto in proposito il parere dei calusiesi: «Una raccolta durata un paio di mesi - dicono i due promotori - senza forzature, senza iniziative di sensibilizzazione che ci ha consegnato mille firme (numerose sono state quelle raccolte a Rodallo) da parte di persone ben felici di rivedere il crocefisso a scuola. Un risultato, superiore alle nostre aspettative, del quale informeremo i capi d'istituto invitandoli a visionare la nostra richiesta sottoponendola poi all'attenzione degli organi collegiali. Ci auguriamo inoltre che la nostra iniziativa venga intrapresa in altri comuni».
«La nostra non è una presa di posizione contro l'Islam e nemmeno una questione politica - torna a ripetere lo stesso Valter Orsini -. Tutte le religioni hanno la stessa dignità. Ma ci sembra sbagliato cancellare nella memoria dei giovani quello che è il simbolo della nostra religione. La nostra iniziativa parte dalla consapevolezza che occorre, oltre al rispetto reciproco, un serio dialogo, per approfondire le varie culture ed i vari modi di agire unitamente ad usi e costumi delle varie etnie.
«Senza dimenticare poi - prosegue Orsini - che esiste una sentenza del Consiglio di Stato che recita: ‘Il crocefisso deve restare nelle aule scolastiche non perché sia una suppellettile o un oggetto di culto, ma perché è un simbolo idoneo ad esprimere l'elevato fondamento dei valori civili (tolleranza, rispetto reciproco, valorizzazione della persona, affermazione dei suoi diritti) che hanno un'origine religiosa, ma che sono poi i valori che delineano la laicità nell'attuale ordinamento dello Stato.'
«Abbiamo riflettuto molto sul fatto che in Italia gli immigrati difendono a spada tratta la loro religione mentre, con rammarico, abbiamo constatato che gli italiani da un po' di tempo vanno sempre più trascurando i valori della cristianità - conclude il consigliere Orsini -.Pertanto è giunto il momento per noi tutti di avere uno scatto d'orgoglio a salvaguardia della nostra millenaria cultura, dove le radici cristiane si sono fuse nella vita e negli ordinamenti politici e sociali a cui non si vuole e non si deve rinunciare per il bene della nostra società ma anche e soprattutto per quella europea con lo spirito di avvalorare una recente frase di papa Benedetto XVI che recita ‘dove Dio diventa grande anche l'uomo diventa grande'».
Nel comitato promotore, oltre ad Orsini e Siniscalchi, ci sono le ‘quote rosa', Carla Girardi, Mariangela Actis Dato e Anna Bauce che sostengono di «volere il crocefisso a scuola unicamente per l'aspetto della fede».
La questione, dunque, è tuttora aperta.
l.m.