Libro su Castellamonte

CASTELLAMONTE.Due anni di gestazione, l'archivio del comune e quello delle Sezioni riunite di Torino setacciati, un lavoro attento, minuzioso, fatto con scrupolo e passione. Tutto questo e molto di più è alla base di "Castellamonte. Il passato e il presente di una città in trasformazione", l'ultima fatica letteraria di Giacomo Antoniono, il libro "strenna" che verrà presentato domani, venerdì 22 dicembre, alle 17, presso la sala consiliare di palazzo Antonelli. Di volumi che parlassero di Castellamonte ne esistevano già, ma nessuno ha mai messo in luce la peculiarità della città altocanavesana: l'industria ceramica. «Nel 2001 avevo fatto una ricerca col professor Giovanni Maggia che mi valse anche il premio "Costantino Nigra" - confida Antoniono -. Tutto è partito da lì, in un certo senso. Ho contattato l'amministrazione comunale e al sindaco Eugenio Bozzello ho esposto la mia idea: un libro su Castellamonte dove venisse dato il massimo risalto a quella che da industria povera si è trasformata, nel tempo, in un "marchio" di qualità».
L'o.k. al progetto è giunto lo scorso anno e da allora, per Antoniono, è stato un autentico tour de force, ma il risultato premia la tenacia dell'autore. Nel libro, c'è il profilo degli imprenditori che hanno cambiato la "storia" della ceramica in città: da Antonio Galeazzo, che giunto a Castellamonte alla metà dell'Ottocento capì che l'industria di bottega non avrebbe pagato ed allora impiantò un'azienda, viaggiò per l'Europa ed esportò, lui, il primo, il prodotto fuori le mura, a Giovanni Allaira, che agli inizi del Novecento creò una holding raggruppando le industrie per renderle più competitive. Ma il libro di Antoniono non è solo ceramica. Non tutti sanno, per esempio, che Castellamonte fu una delle poche città ad abbracciare completamente lo spirito e la "dottrina" della Rivoluzione Francese. E grande attenzione è riservata alle confraternite, alle congregazioni, cuore pulsante di quella solidarietà sociale che ha sempre contraddistinto la città che non fu e non è solo della ceramica, se si pensa all'industria conciaria o al polo del metallo duro (bella l'intervista a Leo Camerlo, che Antoniono ha chiamato "l'ultimo imprenditore romantico"). Il volume ha una struttura tale che potrà piacere anche al turista, con l'identikit dei rioni e del loro patrimonio artistico, ma non mancano accenni alla vita amministrativa con i suoi protagonisti. E ancora le rogge, le cave, i trasporti, la Scuola dell'arte, il tutto corredato da 127 magnifiche foto scattate da Walter Gianola. La presentazione del libro sarà curata dalla professoressa Rosanna Tappero. (m.mi.)