Castellamonte: «Colloquio negato» A Rivarolo proteste per i controlli
ALTO CANAVESE. Sindaci nel mirino dei cittadini. Succede a Castellamonte e a Rivarolo. Nella città della ceramica, Erika Turco, giovane castellamontese disoccupata, scrive una lettera aperta al sindaco Eugenio Bozzello sostenendo che non è stata ricevuta per un colloquio mentre a Rivarolo Germana Gassante, titolare di una negozio di casalinghi e articoli da regalo in via Torino, protesta perchè in municipio ha dovuto lasciare il documento di identità prima di salire negli uffici di Palazzo Lomellini.
«Lunedì 11 dicembre, mi sono recata in municipio per avere un colloquio con lei - scrive Erika Turco al sindaco -; avevo bisogno di consigli e, se possibile indicazioni per trovare un posto di lavoro visto che sono disoccupata da quasi un anno, ripeto ‘consigli e indicazioni' non raccomadazioni, anche se queste ultime in certi ambienti sono una prassi molto comune, anzi indispensabile. Presentandomi alla sua segreteria ed enunciando la mia richiesta di un colloquio con lei mi è stato scortesemente detto che lei ha dato precise direttive di non far passare gente con le mie richieste. Ho chiesto se mi veniva messa per iscritto questa sua precisa direttiva ma questa mia richiesta ha messo in fibrillazione tutto il personale dell'ufficio presente che dopo qualche istante di perplessità mi ha ri-scortesemente invitata ad allontanarmi».
Erika Turco che si considera cittadina di serie B, nella sua missiva fa poi notare che sarebbe stato più diplomatico da parte di Bozzello trovare scuse del tipo ‘vedrò di fare qualcosa' oppure ‘le farò sapere' e conclude facendo gli auguri di buone feste auspicando che «Babbo Natale porti in Municipio sacchi di cortesia e gentilezza».
Da noi interpellato il sindaco castellamontese si dice dispiaciuto per quanto successo ma tiene a sottolineare che per questi problemi esiste un assessore ai problemi sociali. «Il Comune non è un ufficio di collocamento ed io purtroppo non sono in grado di fare nulla - spiega Bozzello -. Prendersela con il personale mi sembra eccessivo. Situazioni come queste sono umilianti per il cittadino ma anche per il sottoscritto. Mi risulta che Erika Turco abbia più volte incontrato l'assessore competente ed esposto la propria questione. Purtroppo la carenza di posti di lavoro esiste anche sul nostro territorio. Sono finiti i tempi in cui gli imprenditori della zona venivano in municipio a offrire lavoro. Se questo dovesse accadere terrò sicuramente in evidenza il nome di Erika Turco e sarà mia premura informarla quanto prima. Per me non esistono cittadini di serie A e B. Sono tutti uguali».
A Rivarolo, invece, Germana Gassante si ritiene offesa per il trattamento subito. «Sono residente da più di 60 anni a Rivarolo - scrive -. Prima i miei genitori e poi, io e mio fratello abbiamo sempre pagato le profumate tasse al nostro beneamato comune "sempre un passo avanti" ma nei confronti dei cittadini residenti "sempre un passo indietro". Siccome alle 12,30 di giovedì avevo un appuntamento con gli uffici del primo piano ho dovuto lasciare la mia patente al piano terreno per poter accedere a quelli superiori. Non siamo a New York. Mi ritengo offesa da questo trattamento mi auguro di avere una risposta dal sindaco».
Ed ecco cosa risponde Fabrizio Bertot. «C'era da normare una situazione divenuta insostenibile - dice il sindaco -. Troppi gli accessi al municipio, chiunque poteva entrare ed uscire quando voleva. Con questa disposizione (consegnare un documento d'identità ad un agente della polizia municipale che presidia l'atrio), ripeto soltanto per coloro che devono andare nei vari uffici, non all'anagrafe, allo stato civile e al protocollo, tutti saremo più sicuri: cittadini e personale del Comune. Conosco personalmente e stimo la signora Gassante per cui accetto tutti i suggerimenti che lei e chiunque altro vorrà darmi per migliorare questo sistema che è in fase di rodaggio. Tutto è perfettibile e migliorabile. Queste norme sono già state adottate da tempo sia in Provincia che in Regione».
Pia Cibrario