Alessio: «Sul depuratore troppe imprecisioni»
PAVONE. La discussione dura dall'inizio degli anni Novanta. Renato Alessio, già sindaco di Banchette, ha seguito passo dopo passo l'iter. Lo ha fatto nella sua veste di delegato dell'Ato, l'Autorità d'Ambito che raggruppa trentadue Comuni dell'area eporediese. All'indomani dell'ultima protesta da parte del Comitato Aria Buona Valasse, Alessio si dice stufo di sentire sull'argomento molte imprecisioni che non fanno altro che inasprire gli animi. «Da sempre - spiega - scarichiamo i nostri liquami nella Dora e nel Chiusella. Il depuratore è una necessità».
Alessio parla di tutela dell'ambiente e della salute pubblica come priorità che gli amministratori non possono più ignorare. «I tecnici della Smat, su incarico dell'Ato, hanno individuato diversi siti - spiega Renato Alessio - tenendo conto che l'impianto deve essere realizzato al fondo del territorio per evitare le stazioni di pompaggio. Inoltre, i vincoli imposti dal Pai (Piano assetto idrogeologico) ci vietano di costruire qualsiasi manufatto in certe zone. L'area ideale individuata dai tecnici è quella di Valasse, nel territorio di Pavone, e le ragioni non sono certe campate in aria».
Venerdì 15 cominceranno i lavori della Conferenza dei Servizi, il tavolo di concertazione che avvierà lo studio di impatto ambientale. «Uno studio che non era obbligatorio - spiega Alessio - e che il Comune di Pavone ha voluto come condizione sine qua non, proprio a tutela del territorio e dei cittadini. Se in sede di Conferenza dovesse essere accertato che esiste un altro sito migliore di quello di Valasse, gli amministratori locali saranno ben lieti di prenderne atto. Ma queste indicazioni devono venire dai tecnici, verso i quali deve andare tutta la nostra fiducia».
Sulle critiche mosse dagli esponenti del Comitato, Alessio intende fare chiarezza. «Senza nessun intento polemico, bisogna dire che cartina alla mano le prime abitazioni in zona Valasse distano a 800 metri e non a 170. Quella zona è stata sommersa da mezzo metro d'acqua e non da due metri. L'impianto, così come impone la legge, verrà protetto contro eventuali alluvioni». L'opera, che sarà tecnologicamente tra le più all'avanguardia in Europa, avrà un basso impatto ambientale. Il costo del depuratore, compresivo di studi geologici e oltre trenta chilometri di canalizzazioni interrate, si aggirerà sui 40 milioni di euro. I Comuni serviti saranno diciannove per un totale di quarantacinquemila abitanti.