Primaria la tutela del minore
IVREA.Dal Consorzio socio assistenziale In.Re.Te, il presidente Ellade Peller spiega che nei confronti del piccolo Francesco non c'è stato nessun abuso di potere da parte dell'assistente sociale, tanto meno un sequestro di persona come ipotizzato nell'esposto-denuncia presentato dalla famiglia. «La procedura è stata regolare - dichiara Peller -. Nei prossimi giorni, ci sarà anche il provvedimento del giudice con il quale abbiamo seguito passo dopo passo questo caso».
Il presidente del Consorzio precisa che, per ovvie ragioni di riservatezza, non può illustrare i motivi che hanno portato l'assistente sociale ad adottare un provvedimento così drastico. «Quello che posso dire è che stiamo parlando di una situazione molto grave e delicata. In tutti questi mesi abbiamo lavorato per tutelare sia il minore sia la famiglia nel suo insieme. Quando allontaniamo i bambini dalla famiglia di origine, non lo facciamo a cuore leggero. All'origine ci sono ragioni molto gravi». Ellade Peller spiega che l'assistente sociale lavora sempre a stretto contatto con il giudice competente. «E' vero, per il momento non c'è ancora un pronunciamento in merito da parte della magistratura, ma a giorni arriverà anche questo. Comunque, in casi straordinari e di necessità la legge prevede la possibilità di adottare un provvedimento di allontanamento, sempre con l'avallo del giudice, anche se non c'è stato ancora un pronunciamento». Peller esclude, in ogni modo, un atto di forza. «Avremmo potuto richiedere un intervento più incisivo da parte dei carabinieri - conclude - ma abbiamo preferito non turbare ulteriormente lo sviluppo armonico del bambino. Ripeto, a giorni ci sarà il provvedimento firmato dal giudice. A quel punto il padre sarà costretto a consegnare il piccolo alla famiglia affidataria».
L'avvocato Franco Ecclesia, legale della famiglia di Francesco, replica. «Non mi risulta una situazione talmente grave da giustificare un allontanamento senza il provvedimento del giudice tutelare o del tribunale dei Minori. Nelle carte che sono state consegnate fino ad oggi al mio cliente si parla, genericamente, di stato di abbondono. Una circostanza legata a quei tre giorni di carcerazione».