«Vicini ai commercianti»
CUORGNE'. Sta riscontrando parecchie adesioni tra gli operatori commerciali cuorgnatesi la raccolta firme mirata a fare fronte comune contro l'incremento ‘ingiustificato' provocato dall'introduzione della nuova tariffa di igiene ambientale (Tia) con aumenti che vanno dal 100 al 300%.
L'amministrazione comunale di Cuorgnè assicura il sostegno ai commercianti protagonisti, alla sequela dei colleghi della vicina Castellamonte di una vera e propria ‘levata di scudi'. Il vicesindaco Candido Ghiglieri, tuttavia, prospetta che la soluzione alla vicenda, che vede dilagare a macchia d'olio il malcontento tra gli operatori del terziario nei principali centri dell'Alto Canavese, si avrà soltanto con l'introduzione dei ‘microchip' nei vari cassonetti per la raccolta rifiuti individuale in base ai quali ciascun utente pagherà sulla reale produzione.
«L'Assemblea del Consorzio Canavesano Ambiente, che raggruppa i comuni del Canavese occidentale e dell'Eporediese, lo scorso 27 ottobre ha approvato una modifica al regolamento per la disciplina della tariffa per la gestione dei rifiuti urbani che dà la possibilità di rideterminare sia le categorie di applicazione della tariffa sia gli spazi inerenti le attività stesse - spiega Ghiglieri-. Si potrà, in sostanza, avere una tariffazione diversa tra la superficie direttamente adibita a vendita e quella utilizzata come deposito. Certamente, questo regolamento non serve ancora a fare giustizia. È del tutto discutibile la tariffazione applicata a bar, ristoranti e birrerie e, personalmente, credo che si dovrebbe anche tener conto del giro d'affari delle singole attività commerciali».
«Attualmente si è in una fase transitoria, ci sarà una maggiore giustizia con il passaggio finale alla raccolta individuale con calcolo tramite microchip che darà un riscontro puntuale sui rifiuti effettivamente prodotti da ciascuna utenza domestica e non che dovrebbe entrare in vigore a partire dal prossimo anno - aggiunge il vicesindaco -. L'amministrazione comunale è assolutamente disponibile a sostenere i commercianti in questa loro ‘battaglia', il modo più corretto è che la gente paghi per quello che realmente produce. Con il passaggio alla gestione non più a livello comunale dei rifiuti, anche scuole, banche, caserma dei Carabinieri, Ufficio Imposte e lo stesso Comune si trovano a doversi misurare con forti aumenti per via dell'applicazione di diversi parametri di calcolo». (c.c.)