«I pazienti in dialisi trattati come merci»
L unedì scorso 13 novembre ho letto le dichiarazioni del consigliere Matè a proposito dell'inciviltà dei padroni dei cani e della mancanza di servizi igienici pubblici di cui "una città civile e moderna non può essere priva". Condivido l'affermazione, purtroppo valida anche per altri argomenti.
Così, ad esempio, ogni volta che transito in via Amedeo di Castellamonte, non posso fare a meno di considerare che "una città civile e moderna" non dovrebbe tollerare che i pazienti sottoposti a dialisi siano trattati pressapoco come merci, quando vengono trasferiti dalle o alle ambulanze che li portano al centro dialisi.
Sotto lo sguardo dei passanti (viva la privacy e la dignità del malato!) e tra il transito di autoveicoli vari (autotreni inclusi) rumorosi e inquinanti, sotto la pioggia o il solleone, al vento gelido invernale o al polveroso vento primaverile, i pazienti sono sottoposti ad un trattamento incivile che potrebbe essere mitigato dalla costruzione di un adeguato riparo nella zona confinante con il fabbricato dell'ospedale, attualmente occupata dalle auto in sosta.
Non so se la soluzione di un problema di questo tipo, relativamente semplice, spetti all'Ospedale o al Comune o se sia in corso qualche palleggio di competenza o responsabilità in merito; forse ci sono altri progetti più ambiziosi per un drastico miglioramento della situazione, ma poiché da anni ormai si assiste a questo incivile trattamento dei pazienti in dialisi, mi pare che non siano accettabili al riguardo ulteriori scuse e rinvii.
Cordiali saluti.
Lettera firmata Ivrea
Alpini di Traversella
e inaugurazione della sede
In merito all'inaugurazione della nostra nuova sede, evento del quale si è occupato il vostro giornale in un articolo firmato (g.g.), desideriamo ripercorrere in breve le vicissitudini che hanno preceduto la manifestazione. Tutto inizia nel maggio 2005, con la partenza per l'adunata nazionale di Parma dalla vecchia sede, già da allora destinata dal Comune di Traversella all'ampliamento dell'ufficio postale e dell'ambulatorio medico.
Al ritorno dall'adunata tutto il nostro materiale, nell'attesa che il Comune ci trovi una sistemazione più idonea di quelle che ci sono già state proposte dalla stessa amministrazione comunale, viene provvisoriamente depositato presso un locale di proprietà di un cortese concittadino, il sig. Giovanni Accampo (grazie, Giuan).
Passa un anno e si arriva all'adunata di Asiago: altra partenza ed altro ritorno, accompagnati dal problema di trovare un locale adeguato ad ospitare le nostre riunioni e con un vano attiguo da adibire a magazzino. Con pazienza e caparbietà, lo troviamo: appartiene ad un privato e, dunque, dobbiamo pagare l'affitto; inoltre richiede una ristrutturazione.
Ci rimbocchiamo le maniche ed in allegria iniziano i lavori. Man mano che questi procedono, cominciamo a sentirlo davvero "nostro", quel locale in mezzo al paese. Poi, finalmente, l'inaugurazione. Tenacemente, sorretti da spirito "alpino" e con il sostegno di coloro che credono in noi ce l'abbiamo fatta, anche se le istituzioni non hanno avuto orecchie per sentire.
Grazie per l'ospitalità.
Il Gruppo Alpini di Traversella
Celere Spaziante, da
magistrato ad avvocato
Ho appena concluso la mia ultima udienza da magistrato onorario della Procura di Ivrea. Mi dirigo nell'aula grande del Tribunale di Ivrea, per salutare quel Giudice che tanto stimo e che per tante volte ha presieduto le mie udienze. Al solito, la trovo terribilmente impegnata; mi limito ad uno sguardo, un sorriso e mi allontano. Salgo poi presso gli uffici della Procura, saluto il personale e riconsegno i fascicoli della mattinata. Tornato a casa, ripongo la toga: è proprio finita.
Non è né semplice, né immediato rendersi conto di essere passati definitivamente dall'altra parte del processo penale, d'ora in poi sarò solo difensore, ed è la strada che ho scelto.
Vivo questo cambiamento con una fiducia doverosa, doverosa perchè con i tempi che viviamo oramai, non certo fausti, galleggiare nel mondo della Giustizia è dura. Al di là delle discutibili recenti scelte legislative, rimane il problema che là, dove scorre il Tevere, non paiono rendersi conto del depauperamento che infliggerebbero alla nostra città, riducendo il prestigioso tribunale nostrano ad una meno nobile dependance di chissà quale altra sede giudiziaria.
Questo timore, come una affilata spada di Damocle, grava sugli operatori di Giustizia locali; l'ho annusata e percepita dalle domande e dagli sguardi nervosi dei miei colleghi più giovani. Questa lettera valga come un grido d'appello affinchè tutte le parti in causa lavorino unite per un'efficace difesa di una realtà, la nostra, in pericolo oltre che il declino.
E' vero, magistratura e avvocatura sono ruoli diversi, ma c'è chi, come il sottoscritto, che per cinque anni ha recitato in entrambi i ruoli, sostiene che comunque quella toga la dobbiamo indossare tutti, diversi attori di un unico spettacolo. Nelle innegabili e doverose differenze, volentes ac nolentes, viviamo tutti nello stesso mondo, oggi malato.
Concludo ringraziando chi dà forza quotidianamente alla macchina della Procura: oltre ai magistrati, la Polizia giudiziaria ed il personale amministrativo.
Grazie a chi cinque anni fa mi ha dato fiducia, grazie a Lorenzo Fornace, oramai a Biella, per i preziosi consigli da magistrato di razza quale è, erudito ed erudiente; grazie a chi ora guida la Procura ed ai nuovi arrivi, di chiaro valore.
Un sincero in bocca al lupo alle mie colleghe, nelle loro innegabili differenze, più volte venute alla luce negli ultimi anni; ultimo saluto, che giunga in Tribunale, a quell'infaticabile Giudice che ogni giorno dimostra di meritare il delicato ruolo che ricopre.
Cari colleghi avvocati, lo spazio a disposizione mi impedisce di nominare ciascuno degli amici che conto tra di voi ma chi leggerà queste righe, saprà subito se a scriverle è stato un amico.
Celere Spaziante
Ma l'istruzione dovrebbe
essere un diritto di tutti
Scrivo queste righe per esprimere il mio disappunto ed il mio disorientamento.
Come tutti sanno, per quanto riguarda l'occupazione, ci troviamo in un periodo nero. Lo stanno provando giovani, meno giovani, laureati, artigiani, ecc.
Quello che forse pochi conoscono è l'elevato numero di persone, di ogni età, che per motivi vari non sono in possesso di un diploma di scuola media superiore.
Questo fatto si sta rilevando un vero handicap difficilmente superabile, anche se la persona in questione è riuscita negli anni ad accumulare un buon bagaglio culturale, lingue straniere comprese. Tutto inutile in assenza del così detto "pezzo di carta".
Sono molti quelli che vorrebbero colmare la loro lacuna e si trovano quindi davanti ad un bivio: scuola privata, con costi esorbitanti o scuola pubblica decisamente più economica? Voi direte: "Beh, qual'è il problema, a seconda delle possibilità economiche si fa l'una, o l'altra". Invece no, perché nella zona di Ivrea, nonostante i vari licei ed istituti superiori, solo uno organizza corsi serali per cui, a meno che non ti interessino la meccanica e l'informatica, sei costretto a buttarti nel privato e se non hai i soldi... peggio per te!
L'istruzione dovrebbe essere un diritto di tutti, giovani e vecchi, e soprattutto, in anni difficili come questi, dovrebbero essere le istituzioni pubbliche ad intervenire. E' inutile continuare a parlare di istruzione e formazione professionale quando tra il dire e il fare non c'è di mezzo solo il mare ma un oceano.
Spero che la mia lettera possa risvegliare le coscienze delle autorità e dia coraggio a quelli che, come me, si trovano ad affrontare questo tipo di problema. Non è mai troppo tardi per rimediare a certi "errori" di gioventù.
Claudia Sariel
Viabilità, i due problemi
di via Circonvallazione
Chiedo scusa per il disturbo e per lo spazio che, se vorrete, mi sarà dedicato. Ritorno su due problemi di viabilità, già da altri inutilmente sollevati, riguardanti il tratto iniziale di via Circonvallazione partendo da p.zza Balla.
Problema uno: diverse sollecitazioni e interpellanze sul tempo di attraversamento del passaggio pedonale di p.zza Balla su via Circonvallazione, impegno da parte di chi ha la competenza di provvedere. Non ho notato interventi, un anziano o un claudicante o una persona con passeggino o carrozzella non ce la fa in quei pochi secondi ad attraversare.
Problema due: stamani, 2/11/06, ore 9,45, al semaforo della zona mercatale di frutta e verdura con richiesta automatica di attraversamento. Semaforo rosso, su chiamata, in ambedue le direzioni di traffico, da e per p.zza Balla, pedoni con il verde, un'auto verso p.zza Balla e quattro verso p.ta Aosta (dico quattro) passano con il rosso. Riverbero solare per queste ultime, mancanza di attenzione, velocità elevata, inciviltà verso i pedoni, menefreghismo e/o quant'altro. Signori amministratori: volete lì un incidente (ce ne sono già stati) o peggio un morto?
Per me la soluzione è semplice: un rilevatore delle infrazioni col semaforo rosso (e il Comune incasserebbe) oppure un doppio semaforo, su ambedue le direzioni, collegato con quello principale, posizionato una quindicina di metri prima del suddetto. Ciò permetterebbe anche a chi proviene da via Monte Stella o dal mercato o dai cortili delle case vicine o dall'uscita del supermercato G.S. di avere una migliore possibilità di inserimento in emtrambe le direzioni.
Ringrazio e porgo cordiali saluti.
Gianni Oberto
Precisazione su Ospedale
e Ivrea Parcheggi
Solo una precisazione in merito alla risposta ricevuta tramite la Sentinella da parte della Dr.ssa Fresco e dal responsabile di Ivrea Parcheggi. Il posizionamento dell'arto è durato circa 30 minuti perchè l'apparecchiatura non si avviava, sono stata ferma ed immobile fino a quando il tecnico non mi ha detto che mancavano 15 secondi, per cui fino alla fine.
Non ho mai nominato con gli operatori la Casa di Cura eporediese, in quanto avevo già effettuato una risonanza presso tale struttura, quindi ero perfettamente a conoscenza dell'apparecchiatura presente, tant'è che sabato 11/11 ho finalmente eseguito l'esame c/o la clinica eporediese: 5 minuti per il posizionamento e 10 minuti per l'esame, esito in 5 gg lavorativi.
In merito alla multa, ho inserito l'episodio per completare la "sfortuna", forse il responsabile di Ivrea Parcheggi avrebbe dovuto domandarmi prima di esprimere giudizi, dove avessi parcheggiato. Sicuramente non nell'area dell'ospedale, perchè non c'è mai posto, ma ben lontano, dove gli operatori, che ben svolgono il loro lavoro, elevano contravvenzioni anche 2 minuti dopo la scadenza dell'orario.
Barbara Appice
Autonomie locali, bisogna
rispettare la Costituzione
La piena attuazione del titolo V della Costituzione è, a mio avviso, uno dei principali obiettivi che abbiamo davanti in questa legislatura. E' necessario adeguare il testo unico per le autonomie locali e definire una volta per tutte l'esatto riparto delle materie concorrenti, ambito in cui possono legiferare sia le Regioni che il Parlamento.
Dopo la levata di scudi degli enti locali, il governo ha deciso di abbandonare la logica dei blitz, inserendo in finanziaria o nei collegati norme che riguardano l'assetto di migliaia di enti, come ad esempio la soppressione delle Giunte nelle Comunità Montane e nei Comuni fino a 3mila abitanti. Questo tentativo di mettere tutti di fronte al fatto compito è stato stoppato, anche perché era politicamente insostenibile.
Ora si tratta di prendere la via maestra, prevista in Costituzione, con un confronto nella sede adeguata, cioè il parlamento, sia a tutela degli enti locali che per garantire una condivisione più ampia possibile sulle norme destinate a regolare il sistema neo-federalista. Questa fase di confronto è essenziale anche per le decisioni più delicate, per l'attuazione del federalismo fiscale, dove si dovrà contemperare il principio di autonomia con quello di solidarietà nazionale.
Sen. Enzo Ghigo vicepresidente Commissione Affari regionali