Sette mesi per una visita oculistica
ROMANO. Uno dei temi più appassionanti di dibattito è senza dubbio quello sul funzionamento del servizio sanitario nazionale. Ad alimentarlo sono veri e propri casi di malasanità ma anche, come in questo caso, situazioni giudicate oltre il limite dell'accettabile da parte degli utenti.
Il caso è quello di Fabio F. di 16 anni, studente dell'Itis di Ivrea che, lamentando disturbi alla vista, all'inizio dell'anno scolastico ha ritenuto di farsi fare una visita per poi poter prendere i necessari provvedimenti. Il 23 ottobre il giovane si presenta al proprio medico di famiglia che, preso atto della situazione, prescrive al ragazzo un "controllo visus", invitandolo a prenotare una visita oculistica. Il 25 ottobre il centro di prenotazione di Strambino dell'Asl 9 fissa la visita per le ore 8 del 14 maggio 2007, al poliambulatorio di Corso Nigra ad Ivrea, a quasi sette mesi dalla data di prenotazione e alla vigilia della chiusura dell'anno scolastico. Nella prenotazione viene ricordato che la visita richiede il pagamento del ticket di 18,60 euro e che la mancata disdetta della prenotazione comporta la sanzione di 25,82 euro. I genitori dello studente hanno ovviamente ritenuto di non poter attendere sette mesi per far visitare il figlio ed hanno provveduto a prenotare lo stesso giorno una visita oculistica in un centro privato eporediese. Il ragazzo, con una spesa di 80 euro, è stato visitato il 27 ottobre ed ha ricevuto la prescrizione degli occhiali in grado di risolvere subito i suoi problemi. (s.ro.)