Bilancio bocciato, il direttivo va a casa

CUORGNE'. Pro Loco nel caos. La mancata approvazione del bilancio consuntivo 2005, con 37 voti contrari e 28 favorevoli, ha portato al decadimento del direttivo. A norma di Statuto, pertanto, entro un mese si dovrà riconvocare l'assemblea elettiva. Alla fine, dunque, Beoni, Trota, borghigiani di San Faustino, tutte le varie anime dei dissidenti nei confronti della linea del presidente Giancarlo Guidetti, che ha sempre potuto contare sul sostegno dell'amministrazione comunale, ce l'hanno fatta.
Dopo un anno e mezzo di roventi polemiche, una vigilia delle elezioni per il rinnovo del direttivo turbata dalla questione della restituzione delle tessere ai soci che avevano versato la quota dopo il 30 giugno, una ‘calma apparente' nei giorni immediatamente precedenti l'assemblea dei soci di lunedì sera, in città girava voce che i contestatori della "politica guidettiana" sarebbero tornati alla carica. E le attese non sono andate certamente deluse.
Clima pesante nella sala polivalente del Comune, gremita come in poche altre occasioni. Se n'è avuta conferma sin dalle prime battute della riunione, nella quale, al di là delle ragioni dei singoli, si è consumata una pagina triste di contrapposizioni intestine di un sodalizio che dovrebbe avere, invece, come obiettivo prioritario la promozione della realtà locale.
A contribuire ad animare il dibattito sono stati la vicenda della chiusura del tesseramento a metà anno ritenuta una "scorrettezza grave" e, di rimando, le accuse di scarsa partecipazione alla vita associativa mosse nei confronti dell'ala "antiGuidetti", ma anche, inevitabilmente, le richieste di chiarimenti sulle varie voci di bilancio per conoscere lo "stato di salute" dal punto di vista economico dell'associazione, soprattutto alla luce degli scarsi introiti dell'ultima edizione della rievocazione storica. Ed ancora le contestazioni sulla stessa data di presentazione dei documenti finanziari ritenuta oltre i termini sia per quanto riguarda il consuntivo 2005 e il rendiconto finanziario 2006. Pungenti gli interventi prodotti in sala tra cui quelli di Lisa Bono, Mario Trompeo, Domenico Vernetti, Piermario Beltramo, Massimo Truffa, preludio alla votazione sul consuntivo 2005 deciso per appello nominale dei singoli soci. Un caso unico nella storia di associazioni come le Pro Loco.
In virtù di quanto stabilito dall'articolo 21 del Codice Civile, che prevede che gli amministratori di associazioni private, come appunto la Pro Loco, non possano votare il bilancio, non venivano conteggiati i voti del direttivo uscente e, pertanto, il documento contabile, chiuso con un passivo di 186 euro (ma il rendiconto aggiornato presenta invece un utile di 322 euro), veniva respinto. Guidetti, dapprima intenzionato a procedere comunque con l'ordine del giorno che prevedeva le votazioni per l'elezione del nuovo consiglio direttivo, decideva poi di tornare sui suoi passi per riconvocare l'assemblea elettiva entro 30 giorni rimarcando di aver rispettato «Statuto e decisioni prese dall'assemblea dei soci per quanto riguarda la questione del tesseramento».
«La verità è che stanno uccidendo la Pro Loco - spiega con rammarico, il giorno dopo, Giancarlo Guidetti -. Noi continueremo nel pieno rispetto delle regole e delle normative come abbiamo sempre fatto. Vogliamo verificare se l'articolo del codice civile che impedisce agli amministratori di votare il bilancio riguardi soltanto le società per azioni e anche il mondo del volontariato. Ci riserviamo anche di controllare gli aspetti riguardanti le deleghe». (c.c.)