Nomaglio: «Morello si dimetta»
NOMAGLIO. Rischia di sfasciarsi la Comunità montana Dora Baltea Canavesana: Borgofranco, Chiaverano e Carema sono in fuga dall'ente montano; Lessolo e Burolo hanno presentato richiesta per farne parte; Sala Biellese ha manifestato interesse ad associarsi. In questo caos, il consiglio comunale di Nomaglio - con un documento approvato giovedì con i voti della maggioranza e l'astensione di An - chiede al presidente Eligio Morello di rimettere il proprio mandato, affinché le maggioranze dei Comuni possano tornare a dialogare tra di loro, invece di trovarsi in una situazione oppositiva, e possano agire il proprio ruolo di governo e di rappresentanza dei cittadini anche all'interno della Comunità montana.
«Il Comune di Nomaglio non può accettare la disgregazione, per non dire lo sfacelo, che è in corso», è scritto nel documento firmato dal sindaco Wilmer Cresto Miseroglio.
«Le amministrazioni comunali nomagliesi - si legge ancora - hanno sempre sostenuto la giunta prima, l'organo esecutivo poi, anche non facendone parte. Hanno sempre svolto un ruolo di stimolo, sottoponendo alla Comunità montana ogni iniziativa di interesse comune, anche nel caso in cui la stessa poteva essere condotta autonomamente. Hanno sempre aderito alle iniziative proposte dalla Comunità montana, collaborando fattivamente, senza mai neanche pensare alla possibilità di ostacolare il lavoro dell'ente comunitario».
E ancora: «E' molto grave che il Comune di Borgofranco abbia avviato un percorso per uscire dalla Comunità montana; è altrettanto grave che il comune di Chiaverano stia per intraprendere lo stesso percorso; è grave che il Comune di Carema voglia far parte della Valle d'Aosta; ancor più gravi sono le motivazioni che hanno portato le amministrazioni di Borgofranco e Chiaverano a tale determinazione: la mancanza di vantaggi per i cittadini, l'indifferenza nei confronti delle amministrazioni o, ancor peggio, l'ingerenza nell'autonomia dei comuni. Ed è gravissimo che chi ha determinato questa situazione non riconosca le proprie responsabilità: il presidente e l'organo esecutivo hanno il dovere di ripristinare una democrazia sostanziale e non solo formale!».
Wilmer Cresto Miseroglio si riferisce al "ribaltone" che ha relegato in minoranza le maggioranze di cinque Comuni su nove. «E' vero - si legge ancora - che l'attuale organo esecutivo governa la Comunità montana in virtù di una maggioranza che lo sostiene. Ma è altresì da tenere in conto che nei Comuni oggi il sindaco è eletto direttamente dai cittadini, che perciò ha una responsabilità più ampia e un ruolo più forte rispetto al passato. Se manca un provvedimento legislativo che adegui la formazione degli organi della Comunità montana al sistema elettorale dei Comuni, spetta al buon senso e alla serietà di chi ricopre ruoli istituzionali il dovere di rimediare. L'esperienza delle Comunità collinari che vanno costituendosi conferma l'esigenza di adeguamento al sistema elettorale comunale: i loro statuti prevedono una giunta o un consiglio dei sindaci».
In effetti, l'organo esecutivo eletto nell'ottobre 2004 era sostenuto da otto maggioranze comunali ed era composto da quattro sindaci (Aldighieri, Baruzzi, Roffino e Bernabè) su sette componenti. Oggi, invece, l'organo esecutivo è sostenuto da quattro maggioranze comunali (Quincinetto, Tavagnasco, Settimo e Quassolo) ed è composto da sei membri di cui due assessori (Francisca e Fornero) che sono consiglieri di minoranza a Borgofranco e Chiaverano. Inoltre una serie di deleghe sono conferite a Massimo Stevanella, consigliere di minoranza a Quassolo.
L'attuale organo rappresentativo, aggiunge il sindaco di Nomaglio, «di fronte alla presa di posizione in particolare di Borgofranco, anziché riconoscere le responsabilità che gli competono, come se niente fosse, senza neanche interpellare i sindaci com'era buona abitudine nel passato e come oggi non avviene neanche per questioni molto rilevanti, porta alla discussione dell'organo rappresentativo la richiesta di ingresso nella Comunità montana del Comune di Lessolo».
Stasera, lunedì 20 ottobre, alle 21, l'organo rappresentativo si riunisce infatti per esprimere un parere non vincolante sull'istanza di Lessolo di entrare nella perimetrazione della Comunità montana. Il consiglio comunale di Lessolo, da parte sua, aveva già avviato tutti i passi formali per entrare a far parte dell'ente montano. Visti i chiari di luna, però, il percorso che fino a qualche mese fa sembrava lineare ora appare un sentiero tutto in salita.
Il sindaco Cresto Miseroglio, infatti, anticipa: «Riteniamo che non sussistano oggi le condizioni necessarie anche solo per prendere in considerazione la richiesta, che del resto sarebbe compromessa nel caso in cui Borgofranco lasciasse la Comunità montana». Se così fosse, infatti, il territorio di Lessolo non sarebbe più contiguo alla Comunità montana e, di conseguenza, mancando Borgofranco non potrebbe più farne parte.
Al presidente Eligio Morello, Nomaglio chiede quindi di compiere un atto di responsabilità, serietà e di rispetto per l'istituzione che presiede, rimettendo il proprio mandato. Per le reazioni bisogna attendere. Ma non è difficile da credere che, questa sera, la discussione sarà accesa.
Cristina Baglione