Al Carema Etichetta Nera la corona di re dei vini
IVREA. Un'abbondante vendemmia di riconoscimenti è quella toccata a Luigi Ferrando e al figlio Roberto in questo assolato inoltrarsi nell'autunno, in attesa della ormai prossima raccolta delle uve nei vigneti di Carema. Protagonista delle celebrazioni il loro famosissimo Carema Etichetta Nera che ha ottenuto il massimo dei riconoscimenti a livello nazionale dalle due guide di vini più importanti d'Italia: ‘tre bicchieri' da quella del "Gambero Rosso" (ad averceli sono solo 282 vini su 15.000 degustati in tutta Italia) e ‘cinque grappoli' da "Duemilavini" la guida dell'Associazione Italiana Sommeliers.
«Per quanto attiene alla Guida del Gambero Rosso siamo la prima azienda nella provincia di Torino ad avere avuto un riconoscimento del genere, che speriamo faccia da ‘apripista' a tanti altri premi destinati ai prodotti del nostro territorio» commenta Roberto Ferrando, che rappresenta la terza generazione ad occuparsi di vino da quando il nonno Giuseppe fondò l'omonima azienda di famiglia oggi famosa non solo in tutto il Canavese ma anche oltre i con fini nazionali.
E aggiunge Roberto: «Ne andiamo particolarmente orgogliosi perché noi siamo nati come azienda produttrice di Carema, un vino specialissimo, prodotto in una delle zone più belle che abbiamo in Italia. Carema: un piccolissimo comune di montagna, una delle doc più piccole d'Italia che però regalano un vino eccezionale ricavato in uno dei più bei paesaggi, non esito a dire, del mondo».
Accanto a Luigi e a Roberto Ferrando c'è, in questi giorni, Neal Rosenthal, noto importatore newyorkese, autore di un libro in cui ha scritto che se dovesse salvare un solo vino nel mondo, salverebbe proprio il Carema. Il che non è poco dal momento che è abituato a lavorare con i migliori vini francesi e italiani. Affermato avvocato americano, circa trent'anni fa, Rosenthal decise di dare una svolta alla propria vita, occupandosi a tempo pieno di vini e regalandosi la qualità di un'esistenza secondo i canoni preferiti.
«Cerco - spiega da persona molto fortunata - di fare solo quello che amo. E amo davvero questo vino perché il nebbiolo di Carema è un prodotto unico, diverso da tutti gli altri nebbioli che si producono in Italia. Carema è un luogo con delle caretteristiche speciali, con le sue terrazzine di muretti a secco, dove il lavoro dell'uomo la fa da padrone e non si può accedere in nessun posto col trattore. Un luogo dove la viticoltura ha le modalità e i ritmi di cinquant'anni fa ed è anche questo che rende grande il prodotto».
«A Carema - aggiunge Roberto - il lavoro si svolge tutto manualmente e i costi di gestione sono notevolmente più alti rispetto ad altre zone, ma i risultati, davvero unici e speciali, ripagano di tutti gli sforzi fatti. Per questo desidero ringraziare i nostri conferitori di Carema: se abbiamo ottenuto tali riconoscimenti è anche grazie al duro lavoro di queste persone, di Renzo Gamba, di Dovilio Gamba, di Aristide Arvat e delle loro famiglie. Carema è un piccolissimo territorio, in tutta la doc sono 16 ettari (un tempo erano 30) suddivisi tra tutte le famiglie del luogo grazie a cui noi vinificatori riusciamo a realizzare certi prodotti di vera eccellenza».
Oggi quasi la metà della produzione di Carema dell'azienda Ferrando, corrispondente a una media annuale di 5.000 bottiglie viene esportata negli Stati Uniti e ospitata sulle tavole dei ristoranti e delle enoteche più famose da New York al Texas, alla California. Non è tutto: i Ferrando anche quest'anno, al Salone di Torino, sono stati confermati tra i "maestri del gusto", la "lista degli eccellenti" compilata da camera di Commercio e Slow Food. Un altro meritato riconoscimento.
Franco Farnè