Lo schianto nel buio, sotto la pioggia

BARONE. Un falegname di Barone ha perso la vita nella serata di sabato scorso, in un drammatico incidente stradale avvenuto lungo la strada provinciale Caluso-Ozegna nei pressi del bivio per Barone. La vittima si chiamava Maurizio Garofano, aveva 60 ani ed abitava in vicolo Marconi 3 insieme con il fratello Piero. Sabato sera, intorno alle 21, il falegname era alla guida del suo ‘Ape Piaggio 50'. Stava proprio facendo ritorno nella sua casa mentre nella zona imperversava una forte precipitazione con vento e pioggia battente. La visibilità era scarsissima, sia per la pioggia che per il buio.
E sarebbe proprio nella scarsa visibilità da ricercarsi la causa dell'incidente.
Secondo i primi accertamenti effettuati dai carabinieri della stazione di Caluso, intervenuti sul posto con i vigili del fuoco di Ivrea, l'Ape avrebbe invaso la corsia opposta mentre sopraggiungeva una ‘Citroen' condotta da Pavel Topatigh, 38 anni, residente a Caluso in via Diaz.
L'urto tra i due mezzi è stato frontale e molto violento. Maurizio Garofano, rimasto incastrato tra i rottami dell'Ape, andata completamente distrutta, è morto sul colpo. Per lui, ogni tentativo di strapparlo alla morte con l'intervento tempestivo dei medici del 118 è risultato purtroppo inutile. Non preoccupano invece le condizioni di Topatigh, rimasto leggermente ferito nello scontro.
Dopo la visita sul posto da parte del medico legale dell'Asl 9 di Ivrea, il corpo dello sfortunato falegname è stato composto al centro di medicina legale di Strambino in attesa delle disposizioni della magistratura. Il sostituto procuratore Francesco Pelosi potrebbe potrebbe disporre l'autopsia per ricavare ulteriori elementi utili a far chiarezza sulla dinamica dell'incidente. Intanto, entrambi i mezzi sono stati posti sotto sequestro dai carabinieri.
La notizia della morte di Garofano, nativo di Barone, è cominciata a diffondersi in paese nella mattinata di domenica all'uscita della Messa. Tutti nel paese lo conoscevano, nonostante il suo carattere schivo. Il falegname ultimamente, conduceva una vita piuttosto solitaria. Non si era mai sposato e abitava con il fratello Piero nella casa di famiglia. Un'altra sorella è sposata e vive ad Ivrea.
«Fino a qualche anno fa - ricorda il sindaco Sergio Bogetti - lo si vedeva spesso in paese. Nell'ultimo periodo invece non partecipava più alla vita della comunità. Preferiva restare in casa dopo il lavoro e condurre una vita appartata. La stessa che ha scelto di condurre il fratello».
Lydia Massia