Comunità montana, tira aria di divorzio

SETTIMO VITTONE. Borgofranco e Chiaverano in fuga dalla Comunità montana Dora Baltea Canavesana? Forse. I sintomi di uno scollamento tra le due municipalità e l'ente montano appaiono in un'interrogazione di Vincenzo Baruzzi, sindaco di Borgofranco, ad Eligio Morello, presidente della Comunità montana. Motivo? Troppe disattenzioni e indifferenza del nuovo esecutivo per i problemi e le necessità dei due Comuni non montani che, insieme, rappresentano il 50% della Comunità montana.
Così, se l'amministrazione di Lessolo ha da poco chiesto l'ingresso in Comunità montana, quelle di Borgofranco e Chiaverano stanno meditando un loro distacco.
Baruzzi conferma che «con l'interrogazione sono state gettate le basi per un allontanamento dei due Comuni». E a Morello chiede se «ha ancora senso per i Comuni di Borgofranco e di Chiaverano stare dentro una Comunità montana che li considera suoi componenti a pieno titolo, quando si parla di doveri (come il pagamento delle quote associative), e li considera, invece, figli di un dio minore, quando si tratta di rispettare i loro diritti».
Baruzzi solleva la questione dei progetti pianificati dalla precedente giunta e finanziati dalla Regione, per includere nella rete Adsl della Comunità montana anche i Comuni di Chiaverano e di Borgofranco e per implementare la connessione Voip. «Entrambi i progetti - scrive il sindaco di Borgofranco, nonché consigliere di minoranza della Comunità montana - sono attuati da circa un anno per tutti i Comuni e per la sede della Comunità montana, ma non per Borgofranco e Chiaverano. Ci era stato assicurato che entro il 15 settembre l'intero progetto sarebbe stato realizzato. Ad oggi nulla è accaduto». Tra l'altro, nel documento che riporta lo stato d'attuazione dei programmi, i due progetti non sono citati. E Baruzzi vorrebbe sapere «se si tratta di una involontaria dimenticanza oppure di una voluta indifferenza della giunta di Comunità montana nei riguardi delle esigenze dei due Comuni».
Altra contestazione sulla disparità di trattamento nell'assegnazione dei contributi, in particolare sulla scelta di devolvere trentamila euro di finanziamenti della Crt e della Comunità montana al solo gruppo Ana di Ivrea con il quale solo sette dei nove Comuni sono convenzionati. «Abbiamo giudicato tale scelta poco felice - osserva Baruzzi - perché avrebbe potuto demotivare i gruppi di protezione civile che operano a Borgofranco e Chiaverano. Abbiamo chiesto un incontro per approfondire il problema. Ci era stato promesso, ma non è ancora stato convocato. Dobbiamo pensare ad una semplice distrazione o siamo in presenza di un altro caso di indifferenza pianificata verso i problemi rappresentati da Borgofranco e Chiaverano?».
Baruzzi chiede anche di sapere chi, nelle riunioni internazionali, ha rappresentato gli interessi del suo Comune nell'iter del progetto Interreg e se la giunta crede ancora in un rapporto attivo e fattivo con Borgofranco e Chiaverano. «L'elenco delle disattenzioni verso i due Comuni - conclude Baruzzi - è lungo e lascerebbe pensare che la risposta dell'attuale amministrazione di Comunità sia negativa. Ma non vogliamo giungere ad una conclusione tanto pessimistica perché vogliamo scommettere sulla buona volontà degli uomini al di là della politica. Da quello che ci verrà detto, dipenderà l'esito di una discussione che per adesso rimane al nostro interno». (c.b.)