Tre arrestati e quattro denunciati
CUORGNE'. Tre ventenni dietro le sbarre e altri quattro denunciati a piede libero. Le accuse vanno dalle lesioni alla tentata rapina e tentata estorsione. Ad incastrare i ragazzi è la testimonianza del titolare del bar ‘Piccolo Torino' di Cuorgnè. L'uomo nella notte tra il 16 e il 17 settembre scorsi chiese l'intervento dei carabinieri dopo che un gruppo di avventori lo aveva malmenato.
Una strana storia dai contorni ancora da definire dove gli stessi inquirenti continuano a mantenere uno stretto riserbo, nonostante il Gip Marco Tornatore abbia già sottoposto gli indagati all'interrogatorio di garanzia.
In manette sono finiti i fratelli Giovanni e Paolo Filasieno, di 20 e 21 anni, residenti a Cuorgnè e un loro cugino, Fabio Mazaro, di 21 anni, originario di Foggia ed ospite a casa degli zii da alcuni mesi.
I tre giovani, due dei quali difesi dall'avvocato Patrizia Mussano, sono già stati interrogati in carcere. Hanno respinto fermamente le accuse di tentata rapina ed estorsione, professandosi innocenti. Altri quattro ragazzi, tutti ventenni e residenti in Alto Canavese, sono stati denunciati a piede libero e nei loro confronti il Gip Tornatore ha emesso una misura coercitiva che vieta loro l'accesso nei Comuni di Cuorgnè e Rivarossa.
I fatti risalgono alla notte tra il sabato 16 e domenica 17 settembre, quando dal bar ‘Piccolo Torino', sotto i portici di via Arduino, il titolare chiede aiuto al 112. In pochi minuti i carabinieri arrivano sul posto. L'uomo viene soccorso e curato al pronto soccorso. Poi viene sentito più volte nella caserma dei carabinieri di Cuorgnè. Ne esce fuori una strana storia piena di lati poco chiari. Quello che è certo è che l'uomo è stato picchiato da una comitiva di avventori.
I segni sul volto sono evidenti. Ma a preoccupare gli investigatori è un dettaglio fornito dal commerciante nel suo racconto: la pistola estratta da uno dei giovani.
L'uomo racconta di essere stato colpito alla testa con il calcio della pistola dopo essersi opposto con fermezza alla richiesta di denaro avanzata dal gruppo di ragazzi. La pistola in questione è una calibro 9 per 21, con il numero di matricola abrasa, consegnata spontaneamente da uno dei ragazzi ai carabinieri.
Al gruppo che quella sera avrebbe tentato di estorcere del denaro al commerciante i carabinieri arrivano in poco tempo. Ci vogliono però due settimane di indagini per acquisire elementi di prova tali da giustificare la richiesta da parte del pm Roberto Ruscello della custodia cautelare in carcere.
Le accuse che la Procura della Repubblica muove ai tre arrestati sono pesanti: lesioni aggravate, tentata rapina e tentata estorsione e minacce.
Davanti al Gip Tornatore i fratelli Giovanni e Paolo Filasieno e Fabio Mazaro hanno però fornito tutt'altra versione su quello che è accaduto venti giorni fa nei locali del bar Piccolo Torino. Nessuna tentata estorsione e tentata rapina. La loro versione è però coperta da segreto istruttorio.
Intanto il loro legale, l'avvocato Patrizia Mussano ha già presentato al giudice delle indagini preliminari istanza di scarcerazione o in alternativa la concessione degli arresti domiciliari. Sull'istanza il giudice Marco Tornatore deciderà all'inizio della prossima settimana.
Vincenzo Iorio