‘Ecco come rilanciare le aziende'

FORNO. Una sala gremita di imprenditori, tra i quali molti giovani. Dopo l'incontro di aprile, il progetto del "Coordinamento comuni ed imprese per lo sviluppo del Canavese Ovest" entra nel vivo. Lunedì scorso presso la sala convegni dell'ex area Obert di Forno sono stati presentati statuto e finalità dell'associazione, oltre alle attività intraprese dai gruppi di lavoro costituiti nei mesi scorsi. Ha aperto la serata il sindaco di Forno Cesare Mondino.
Il primo cittadino fornese ha posto subito un accento particolare sulla necessità di creare una cultura di "impresa condivisa" nel territorio, al fine di valorizzare la figura dell'imprenditore e rendersi protagonisti di una nuova politica industriale nel Canavese occidentale.
Il progetto parte dalla volontà di istituire un coordinamento tra sindaci ed imprenditori (al quale può comunque aderire qualsiasi ente pubblico o privato), per arrivare alla costituzione di un soggetto giuridico che permetta una maggiore libertà di azione, puntando a superare le difficoltà che il settore metalmeccanico sta attraversando.
Dopo un breve excursus storico sullo sviluppo industriale dello stampaggio a caldo, l'assessore di Busano Lauro Faletto, uno tra i più convinti sostenitori dell'iniziativa, ha spiegato: «Il modello industriale del nostro territorio, che ci ha permesso di conoscere il benessere prima di altre aree, può uscire indenne dalle sfide che la globalizzazione ha portato se per arginare il problema cerca la collaborazione con gli enti locali. Oggi aderiscono al progetto venti comuni, per un totale di 220 imprese potenzialmente coinvolte: in questa area il 45 per cento dei lavoratori è occupato nel settore metalmeccanico, un dato che ci deve far riflettere».
E' toccato poi a Giancarlo Buffo e Fabrizio Rosboch, titolari rispettivamente delle ditte Cisla e Omp, illustrare le possibilità che la riforma della Costituzione ha aperto, riguardo al dialogo con gli enti locali, e delineare le soluzioni ai problemi urgenti che si stanno attraversando: «Più fondi da investire sull'industria per gli enti locali e più formazione per la manodopera specializzata, queste le parole d'ordine per superare la crisi».
In seguito il sindaco di Rivarossa, Gianluca Vallero, ha presentato lo statuto dell'associazione, che sarà un'"associazione leggera", basata su poca burocrazia, un consiglio di amministrazione e gruppi di lavoro operativi».
Inoltre, ha assicurato Vallero, «i costi saranno minimi anche perchè non sono previste indennità di alcun tipo, essendo la partecipazione di tipo volontaristico».
«Il passaggio successivo - ha proseguito il primo cittadino di Rivarossa - richiederà un confronto con la Regione riguardo la scelta del tipo di ente che si vuole diventare per avere personalità giuridica».
A rappresentare la Regione c'era l'assessore agli enti locali Sergio Deorsola, che ha voluto far presente il sostegno di Torino alla nascita di un "distretto Canavesano" e sottolineare la necessità di prepararsi ad una finanziaria pesante, richiesta dalla situazione economica.
Al termine della presentazione del progetto non sono mancati gli interventi da parte degli imprenditori, che hanno assunto la forma di accese contestazioni rivolte agli organizzatori del Coordinamento e, in prima battuta, verso Deorsola e la Regione, "rei" di ignorare o sottovalutare le esigenze reali del territorio.
A placare gli animi è intervenuto Mondino aprendo un elogio del dialogo. «Lo scopo di una serata come questa è stato raggiunto perchè è discutendo assieme che si arriva a costruire qualcosa - ha ribadito -. Quello che serve è un'idea comune attorno alla quale lavorare».
Andrea Cavaletto