Paesaggio motore di sviluppo

CHIAVERANO. I propositi sono ottimi, le idee non mancano e nemmeno la volontà nel darle vita. All'ecomuseo del paesaggio è tutto un fermento di progetti e buoni propositi. Se n'è dibattuto durante le tradizionali Giornate del Rosmarino, quando si sono susseguiti alcuni interessanti incontri per parlare della valorizzazione del territorio, in particolare dell'ecomuseo e dell'area di Santo Stefano in Sessano Chiaverano un'indiscussa risorsa strategica dedicata alla cultura e all'arte.
Durante l'incontro, ricco di interventi, la paesaggista Oliva di Collobiano che partendo da una analisi molto critica sul turismo cosiddetto "economico", ha proposto di progettare e gestire momenti formativi di alto livello come una Scuola del Paesaggio dove si possano apprenderetecniche erboristiche, botaniche e di giardinaggio senza tralasciarel'arredo urbano e l'architetto Riccardo Avanzi ha spiegato lo stretto legame esistente tra l'area di S. Stefano in Sessano e il recente Ecomuseo del Paesaggio, mentre il presidente dell'Associazione Rosmarino, Rudi Ravera Chion, ha messo in evidenza «la necessità di tutelare e proteggere la Chiesa e tutta l'area di S, Stefano, che è un bene pubblico, ma dove sovente e specialmente durante i fine settimana,l'uso improprio dell'area ed il vandalismo gratuito costringono a continui interventi per riparare ai danni provocati».
Hanno presenziato anche Luigi Stabile della delegazione Fai, Eligio Morello, Renzo Giglio Ubertino, la dottoressa Beuta dello Studio Rocca che ha curato il restauro del ciclo pittorico della chiesa, il sindaco di Chiaverano Giancarlo Tonino e il sindaco di Mane, Jacques Depieds, gemellato con il pese canavesano, e già presente all'incontro di sabato, all'ecomuseo: «Potremmo far nascere dei grandi progetti e imparare gli uni dagli altri. A Chiaverano ci sono degli aspetti che anche noi in Francia potremmo sviluppare e viceversa. Qui ad esempio stanno facendo un ottimo lavoro di recupero e valorizzazione del patrimonio storico e artistico - continua Depieds - noi invece abbiamo lavorato maggiormente sui servizi ai cittadini, con un forte sistema nato dalla Comunità di Comuni. A Mane ad esempio riusciamo a fornire un servizio di tele-assistenza per gli anziani. Presto termineremo il grande stadio intercomunale». Stesse esperienze raccontate anche dal sindaco di St.Martin, Francis Philips: «Il nostro paesino è molto piccolo, ma può vantare una fiscalità alquanto alta, grazie agli impianti di stoccaggio per idrocarburi. Con questi soldi permettiamo ai cittadini di disporre di più servizi pubblici».
«Le testimonianze dei sindaci francesi - intervengono Ellade Peller e Luigi Ricca - sono un esempio invidiabile di sistema intercomunale. Loro sono davvero riusciti a superare i limiti campanilistici dei piccoli centri, cosa che qui invece ancora non succede. Purtroppo le nostre comunità montane o collinari non possono certo vantare la medesima struttura organizzativa e operativa e i cittadini non traggono benefici. Questi esempi dovrebbero far riflettere». «Sarebbe auspicabile organizzare un momento di incontro per parlare e riflettere sulle capacità e i propositi dei nostri piccoli comuni - continua Luigi Ricca - la nuova legge sulle autonomie locali è stata fatta proprio per cercare di ridurre le distanze tra la Regione e i Comuni». (e.p.)