Il vento gli porta via casa e lavoro

CAVAGLIA'.Scene da real tv nelle campagne di Cavaglià lo scorso venerdì, quando una tromba d'aria ha scoperchiato tetti e sollevato addirittura una casa per poi scaraventarla con violenza a terra. Erano le cinque del pomeriggio quando il cielo si è ulteriormente scurito e la pioggia ha ceduto il passo al vento. Ed è stata bufera. Soprattutto per i campi e per la casa di Andrea Panizzo, un giovane agricoltore di 29 anni che, sorpreso durante il lavoro, è scappato a rifugiarsi in casa e dai vetri ha visto cosa stava succedendo nel suo cortile.
«Una scena del genere la si vede solo nei film - racconta Panizzo -. La casa di fronte a quella dove abito e che stavo ristrutturando, si è gonfiata, poi si è alzata da terra per ricadere subito dopo. Per aria volava di tutto, anche tronchi d'albero».
E infatti in mezzo alla campagna ce ne sono davvero tanti di tronchi che sembrano essere stati scaraventati qua e là come fossero foglie. «La casa in ristrutturazione non è l'unico danno che ho subito - continua l'agricoltore Panizzo - anche la casa dove vivo adesso ha il tetto scoperchiato. L'altro giorno volavano per aria tegole e lamiere, un totale disastro che avrebbe anche potuto fare vittime se avesse sorpreso qualcuno durante il lavoro. Adesso sono rimasto senza acqua e senza luce».
Un disastro non solo per quanto riguarda i beni immobili, comunque, perché anche le colture hanno subito ingenti danni.
«I miei undici ettari di risaie sono rovinati per l'ottantacinque per cento. Il riso è completamente devastato, proprio ora che si doveva iniziare a tagliarlo».
In effetti al posto del verdeggiante riso, non rimangono che desolanti campi "schiacciati" dalla furia della pioggia, ma soprattutto del vento. E per Andrea Panizzo non sarà certo facile rimediare all'accaduto. «Sugli immobili non sono assicurato per questo tipo di venti - spiega l'agricoltore di Cavaglià - e anche per i campi la polizza provvede ai danni arrecati dalle calamità naturali come la grandine, ma non certo dal vento».
Andrea, con una famiglia di coltivatori alle spalle, spiega che una cosa simile era accaduta solamente 80 anni fa, quando una bufera aveva scoperchiato numerose tettoie, ma di alberi secolari spezzati dalla violenza di vento e acqua, proprio non si erano mai visti.
Elisa Pescina