I tanti nodi dell'autunno caldo

IVREA.Il raddoppio della ferrovia Chivasso-Ivrea-Aosta. Interventi di politica industriale e culturale in grado di dare al Canavese la svolta tante volte annunciata, ma mai realmente arrivata. Decisioni complesse da assumere, come la collocazione del secondo impianto di termovalorizzazione dei rifiuti nella Provincia di Torino e l'accorpamento delle Asl 9 (di Ivrea) e 7 (di Chivasso) con un'unica direzione generale, la creazione di un'unica Azienda di promozione turistica, dentro la quale confluiranno tutte le Atl locali. Sono tanti i temi da affrontare. Ecco le priorità, scondo i politici.
Gianfranco Morgando, senatore della Margherita, è capogruppo alla commissione bilancio. «Le priorità del Canavese sono quelle dell'intero Paese. C'è la necessità di trovare strade in grado di far ripartire lo sviluppo. Tutto questo però, e va detto con molta chiarezza, passa attraverso il risanamento dei conti pubblici e la capacità di tenerli sotto controllo». I problemi del Canavese da risolvere sono, purtroppo, quelli di sempre. «C'è un deficit infrastrutturale - afferma - e, nonostante ci siano stati alcuni segnali positivi, c'è molto da fare. Un aspetto eclatante è quello della ferrovia». Fondamentale, per il senatore, che è anche responsabile per l'economia nella Margherita, è l'azione di politica industriale e le risorse che potranno essere messe a disposizione. Il senatore Morgando sottolinea che il programma del Governo ha già tracciato un percorso in due momenti: «Prima il taglio del cuneo fiscale e poi interventi nel campo dell'innovazione e della ricerca». Quanto all'idea Microsoft in Canavese, il senatore dice che sono due le questioni in campo: la prospettiva di un accordo con il Politecnico e l'Unesco per tecnologie per Paesi in via di sviluppo che non potrà non avere sede a Torino e un centro di ricerche vero e proprio per il quale il Canavese potrebbe candidarsi.
Mauro Chianale, deputato Ds, è vicepresidente della commissione lavori pubblici, ambiente e territorio. Le questioni d'autunno? «Sto lavorando - spiega - a nuove leggi sulle politiche abitative e sul governo dei territori. Una legge sulle politiche abitative è un intervento straordinario e assolutamente inderogabile. Anche in Canavese, come in Piemonte e in ogni parte d'Italia, il problema della casa è tra i più sentiti, con i nuclei familiari che non riescono più ad acquistare ed hanno difficoltà a pagare gli affitti». Quanto al Canavese, Chianale sottolinea che, in autunno, si arriva al dunque per le vicende Finmek, OliIt e Cms, mentre giudica di grande interesse l'idea di Microsoft, di aprire un centro ricerche in Piemonte. «Per il Canavese - osserva il deputato - bisogna applicare il modello Fiat. Va perseguita con forza l'idea, già elaborata, dei distretti industriali. Cercheremo di mettere in campo politiche industriali in grado di generare un rilancio: del resto, il Governo ha istituito un ministero dello Sviluppo Economico proprio con questo approccio e con questo obiettivo». Le infrastrutture, dentro questo discorso, rappresentano un punto fermo. Ed è per questo che va perseguito l'obiettivo del completamento dell'elettrificazione della ferrovia Chivasso-Ivrea-Aosta e del suo raddoppio. In consiglio regionale, in maggioranza, rappresenta il Canavese Luigi Ricca, Rosa nel Pugno, che conserva, almeno per ora, la doppia carica anche di consigliere provinciale. «Siamo ad una svolta - dice - per quanto riguarda il Piano strategico. Io credo che dal documento si debbano scegliere due o tre progetti forti e su quelli concentrarsi. Devono essere progetti importanti, che danno il senso di interventi strutturali, capaci di generare effetti positivi». Sul fronte dell'economia, Ricca non ha abbandonato la sua idea di un intervento sulla meccatronica: «Il Canavese ha quel tessuto ideale. Ci sono conoscenze e imprese. Con un rilancio del Politecnico di Ivrea e del suo rapporto con le imprese del territorio è un'iniziativa che può generare effetti positivi. Il Politecnico è una presenza preziosa sul territorio, ma andrebbe meglio raccordato con le imprese del territorio. Nei giorni scorsi, il rettore Francesco Profumo ha incontrato i vertici di Confindustria Canavese e si sta lavorando in questa direzione. Credo poi che dobbiamo puntare sull'asse Torino-Milano, oltre che su alcuni progetti, come Mediapolis, in grado di offrire opportunità». Per Ricca, la stessa costruzione dell'impianto di termovalorizzazione dei rifiuti andrebbe valutato come un'opportunità per il territorio. Roberto Tentoni, consigliere provinciale di An, chiede alla giunta di mettere in Canavese in primo piano: «L'anno scorso c'erano le Olimpiadi. E ora sono finite. L'anno scorso c'era la questione Fiat. E finalmente si è arrivati ad una schiarita. Adesso deve essere il turno del Canavese». Che fare? Dice Tentoni: «Punto numero uno. Occorre capire cosa fare dell'Atl e del suo ruolo nello sviluppo turistico. E' un'argomento da affrontare. Credo che le Atl debbano funzionare in modo diverso, non basta curare dèpliant e organizzare tavole reali, ci vuole qualcosa di più». Il punto numero due è il fronte industriale: «Ci sono situazioni ancora a rischio. Mi fa piacere che Confindustria abbia evidenziato una schiarita. Ma i progetti in ballo (come Mediapolis) devono andare in porto il più presto possibile». Il terzo capitolo di interventi, per Tentoni, riguarda la sanità: «C'è in ballo l'unione di due Asl, e non è cosa da poco. Il luogo dove, a Ivrea, si fanno le analisi è da Terzo mondo: va costruito il Poliambulatorio, i servizi devono essere di qualità». Ma, al di là delle cose da fare, c'è necessità, per Tentoni, di autonalisi: «E' un problema di governance, di confronto sul territorio. Vanno incoraggiate tutte le iniziative di sviluppo endogeno, va avviata una riflessione profonda e ritrovata la capacità di decidere insieme». La prova del fuoco d'autunno sarà sull'impianto dei rifiuti: «Bisogna ragionare. I rifiuti non possono essere appannaggio di una sola forza politica e non devono necessariamente essere considerati in chiave negativa. C'è un discorso ampio che va affrontato non solo sul trattamento, ma, per dire, anche per quanto riguarda il trasporto, utilizzando la ferrovia». Tra i consiglieri provinciali c'è pure Fabrizio Bertot, anche sindaco di Rivarolo e nominato da pochi giorni nel direttivo dell'Anci. Bertot è intervenuto in consiglio provinciale l'altro giorno, come sottoscrittore di una mozione (poi respinta con venti voti contrari) sugli interventi per il Canavese. Vilmo Chiarotto, consigliere provinciale ds e sostenitore della maggioranza che guida Palazzo Cisterna, sottolinea la necessità di sollecitare il Piano strategico per il Canavese, il cui studio è stato affidato dalla Provincia al Distretto tecnologico del Canavese. «Come già sottolineato dal presidente Antonio Saitta - dice - il Piano strategico non deve limitarsi ad essere un elenco di opere pubbliche da svolgere, ma qualcosa di più». Anche perchè, osserva Chiarotto «non è vero che la Provincia non si interessa del Canavese o non promuove iniziative e progetti. Faccio qualche esempio? Se non ci fosse stato un ruolo di un certo tipo della Provincia non sarebbero mai nato il Bioindustry Park o i Patti Territoriali. Comunque, lo voglio sottolineare, non dobbiamo solo parlare di strade e rotonde. Quelle sono importanti per migliorare la viabilità e garantire maggiore sicurezza, ma non è tutto». A Chiarotto piace, ad esempio, citare la cultura come motore strategico. «Il Parco Culturale e il teatro Giacosa - dice - hanno fatto e stanno facendo un ottimo lavoro e credo che vadano istituzionalizzati ovvero inseriti come due obiettivi che devono essere sostenuti con continuità dalla Provincia». Tra i progetti d'autunno, per Chiarotto va senz'altro citato Mediapolis, con il consiglio provinciale aperto del 22 settembre prossimo, e l'avvio della discussione per la realizzazione del secondo impianto di termovalorizzazione dei rifiuti: «Io sostengo la tesi - afferma Chiarotto - che la soluzione migliore è quella di un territorio che si assume la responsabilità della gestione e della lavorazione dei propri rifiuti. Le amministrazioni che affronteranno questo percorso avranno tutte le compensazioni del caso. Bisogna rovesciare la questione: i rifiuti vanno visti anche come un'opportunità». (ri.co.)