Trovato a terra con la testa fracassata

IVREA. Agli agenti non è ancora riuscito a dare una spiegazione plausibile su cosa gli sia accaduto nella notte tra sabato e domenica scorsi. Risponde a monosillabi, A.R. (queste le sue iniziali) ancora stordito dalla forte botta ricevuta in testa. Per tre giorni i medici dell'ospedale di Ivrea non si sono sbilanciati nello sciogliere la prognosi di questo ragazzo di 35 anni, trovato riverso accanto al padiglione che ospita la festa dell'Unità. Un bel rompicapo per gli inquirenti.
Gli elementi certi al momento sono davvero pochi per un'indagine dove il reato ipotizzato contro ignoti è aggressione. Poco dopo la mezzanotte di sabato 26 agosto, al centralino del 113 arrivano diverse telefonate. Segnalano un ragazzo disteso a terra con la testa piena di sangue. All'operatore spiegano che la persona non sembra in grando rispondere alla domande che gli vengono fatte.
A lanciare l'allarme sono i visitatori della festa dell'Unità, in programma fino al al 3 settembre nell'area del Meeting Point. Il giovane viene immobilizzato, caricato sull'ambulanza del 118 e trasportato al pronto soccorso. Prognosi riservata fino a mercoledì mattina (30 agosto), quando i medici gli diagnosticano un forte trauma cranico guaribile in trenta giorni.
Se dalla vittima della presunta aggressione non arrivano al momento elementi utili, gli investigatori sperano di trovare qualche testimonianza chiarificatrice tra le centinaia di persone che a quell'ora affollavano il Meeting Point. Qualcuno, infatti, potrebbe aver visto chi ha aggredito A.R. In commissariato, i poliziotti che lavorano al caso sono molto prudenti e parlano di presunta aggressione. «Non ci sono ancora testimoni - spiega uno di loro -. Sabato notte potrebbe essere accaduto di tutto. Magari il ragazzo è scivolato da solo ed ha battuto violentemente la testa a terra tanto da non ricordare cosa gli sia accaduto. Un'ipotesi che non possiamo ancora scartare».
Ma la pista più accreditata dagli inquirenti è quella dell'aggressione. Le persone ascoltate fino a ieri in commissariato non hanno però saputo fornire particolari utili all'indagine. Il ragionamento di chi lavora a questo caso è molto semplice: non è possibile che A.R. non sia stato notato da qualcuno durante tutta la serata. Se è plausibile che nessuno abbia assistito alla scena dell'aggressione, non è credibile che tra centinaia di persone presenti a quell'ora fuori e dentro il padiglione nessuno abbia notato qualcuno discutere animatamente con A.R. prima che l'uomo cadesse a terra privo di sensi. La ferita lacero contusa riportata dal ragazzo alla testa risulta compatibile con una bastonata. Sul posto però gli agenti che hanno raccolto le prime testimonianze non hanno trovato nulla.