Biografia di un artista
ANDRATE.Nato a Ciriè il 18 agosto del 1906, Romano Gazzera morì a Torino nel 1985 nell'abitazione affacciata sulla metafisica piazza Vittorio Veneto dove ha tuttora sede il suo studio. Iniziò a dipingere giovanissimo e, per volontà del padre, ministro della guerra, si laureò in giurisprudenza. Dopo alcuni anni di esercizio della professione di avvocato, si dedicò esclusivamente alla pittura. Con la sua prima personale, a Milano, nel 1941, esplose il "caso Gazzera" che vide la sua pittura legata alla tradizione italiana in opposizione a quella ufficiale del Novecento. Il successo fu immediato e gli guadagnò in breve l'affermazione a livello nazionale proseguita in un crescendo di riconosciumenti culminato nella prima Antibiennale, a Venezia, nel 1950, accanto all'amico de Chirico. E' di quell'anno anche la creazione dei "fiori giganti", invenzione del tutto inedita nella storia dell'arte, che lo fece considerare caposcuola della pittura neofloreale. Il "gigantismo floreale" dilagò quindi rapidamente in tutta Europa e in America tanto da dominare nel campo della moda, della pubblicità, del cinema e del teatro, arrivando ad essere ripresa anche da Dalì, Magritte e de Chirico in alcuni loro dipinti. Nella produzione pittorica di Gazzera i "fiori giganti" si trasformarono in seguito in "fiori volanti" fino ad assumere metafisicamente dei tratti umani (i famosi quadri in cui le figure hanno corpo umano e un fiore al posto della testa). Parallelamente al filone neo-floreale gli altri celebri temi dell'arte del maestro: i "frutti all'aperto", gli enigmatici "manichini militari", le "grandi medaglie" abbandonate sulla sabbia, fino ai ritratti che hanno immortalato le grandi personalità. (fr.fa.)