Bar aperti la sera, tra zanzare e tiratardi

IVREA. Tutti d'accordo nell'affermare che le zanzare di quest'anno compromettono agli affari. Eccome se li compromettono, tant'è che sembrerebbe quasi inutile per alcuni bar tenere aperto se poi in giro non si vede nessuno causa moscerini. Pare poi una barzelletta quando, quasi tutti, alla domanda: ma questo bar è aperto la sera? Rispondono: il mio bar è l'unico a restare aperto, gli altri chiudono tutti presto. Paradossi a parte, c'è chi lamenta di scarsa collaborazione da parte delle istituzioni, di disinfestazione nulla o quanto meno inefficace, di strade cittadine vuote, peggio che nel deserto. Insomma, gli avventori serali sarebbero un miraggio.
Per questo viene quasi da pensare che tra la gente e i bar si sia creato una specie di circolo vizioso: la gente non frequenta il centro cittadino perché tanto è tutto chiuso, i bar chiudono bottega quanto prima perché tanto poi non arriva nessuno.
«Io chiudo alle 20 perché non riuscirei a tenere aperto di più - spiega la giovane Cristina Falettidel Caffè Eporediaper problemi di spese di personale e perché non avrei dei guadagni adeguati. È da poco tempo che gestisco il bar e vorrei prima assestarmi economicamente per poter poi fare qualche passo in avanti. Qualche volta comunque il bar resta aperto, in occasione di concerti cittadini ad esempio. E non sono contraria alla chiusura posticipata soltanto che per me sarebbe troppo prematuro». C'è invece chi il bar l'ha avviato da più tempo e riesce a sostenere i ritmi dalla mattina alla sera. «Noi lavoriamo molto di più la sera - raccontano i collaboratori del Caffè del Teatro, Elisa Baldie Alberto Bonetto- perché la gente si ritrova tutta qui. C'è da faticare, certo, ma se non convenisse avremmo chiuso bottega già da tempo. E poi è giusto ravvivare un po' il centro, soprattutto d'estate quando si può stare fuori. Noi chiudiamo sempre oltre la mezzanotte, ma per eventi straordinari, come la vittoria ai mondiali, o il concerto di De Gregori abbiamo tirato avanti fin verso le 4 e le due del mattino».
Anche al Bar Piemontesi tira tardi: «Non chiudiamo mai prima di mezzanotte, soprattutto d'estate - dicono Marcelloe Andrea Testa- anche perché crediamo che gestire un bar non sia come fare un lavoro d'ufficio. Al bar bisogna passarci più ore e stare aperti la sera per permettere anche ai giovani di aver un punto di ritrovo. E anche la domenica ci dovrebbero essere più serrande alzate, noi qui siamo aperti tutte le domeniche, anche d'inverno».
C'è poi anche chi ammette di chiudere alle 19.30, come Luciano Nicolasidel Bar Canavesanoanche se «adesso abbiamo deciso di fare aperitivo il giovedì, venerdì e sabato per tenere aperto un po' di più, senza limiti di tempo. Non dimentichiamo però che a parte le zanzare, chi gestisce un bar sta in piedi più di 12 ore al giorno, non è proprio una passeggiata». Stessa obiezione fatta dal proprietario dei due bar di Piazza di Città, Marco Tamborini: «Mi alzo alle 6 ogni mattina, i bar aprono alle 7.30 per le colazioni e poi al lavoro tutto il giorno. Francamente, anche se ho diversi collaboratori, non avrei il fisico per tenere aperto fino a tardi tutte le sere. Quindi preferisco tenerne aperto soltanto uno di bar la sera, durante il fine settimana, anche d'inverno. E poi la domenica è sempre aperto. Purtroppo però ciò che scarseggia è la gente che c'è quando in città si organizza qualcosa, ma poi, altre sere non si vede quasi anima viva, quindi diventa un problema non solo di ore di sonno, ma anche di logistica e di personale». Qualcuno invece lo terrebbe proprio chiuso il suo bar la sera, perché fra zanzare e poca gente, proprio non ne varrebbe la pena: «Io resto aperto fino a mezzanotte - spiega Graziano Rossidel ristorante-bar Il Chiostro- perché ho i clienti del ristorante altrimenti con solo il bar non farei grandi affari di sera. E poi questi moscerini! Ma in città non fanno disinfestazione? Durante il concerto di De Gregori è stata una tragedia. Io pago l'affitto del suolo pubblico per poter offrire un servizio esterno, ma poi non ho le condizioni sufficienti per poter utilizzare questo spazio». Per l'appunto: i concerti e le manifestazioni del centro che si svolgono regolarmente ed esclusivamente nell'orbita di via Palestro dimenticando gli altri gestori dei paraggi.
«A me farebbe piacere aver qualche attrattiva anche qui in piazza Maretta - dice Fabio Di Gennarodel Caffè di Re Arduino- perché anche se tengo aperto durante le manifestazioni, chi arriva fin qui? Comunque il mio bar chiude di solito alle 8, tranne il venerdì quando faccio l'aperitivo. Io sono d'accordo sul tenere aperto il bar la sera, ma vorrei la collaborazione di tutti, del Comune, degli altri commercianti e dei cittadini. Solo così potremo rivalutare la nostra città».
Elisa Pescina