Chivasso, primo asilo in fattoria
CHIVASSO. Sta per nascere a Chivasso il primo "asilo in fattoria" d'Italia. L'azienda agrituristica la Piemontesina in frazione Mandria è infatti una delle due localizzazioni scelte (l'altra è a Settimo Torinese) per la realizzazione del progetto pilota a cui Coldiretti Torino e le imprenditrici di Donne Impresa, in collaborazione con l'associazione agrituristica Terranostra stanno lavorando da mesi.
«L'apertura dell'agriasilo - spiega Emilio Fugazzi, direttore di Coldiretti Torino - è la concretizzazione di un percorso che ha visto sempre in provincia, a Poirino, l'apertura due anni fa di un micronido, ospitato all'interno di un'impresa agricola. Sempre due anni fa all'azienda agrituristica La Piemontesina, nasce l'idea di dare maggiore incisività all'attività educativa svolta da molti anni con i bambini delle scuole. La frequentazione più assidua dell'ambiente agricolo da parte dei bambini è ritenuta la condizione ideale per raggiungere questo obiettivo».
Stefania Fumagalli, responsabile Ufficio Progetti Coldiretti Torino, spiega infatti come nel delineare questo progetto educativo siano partiti dalla considerazione che le attività rurali oltre ad essere attività economiche sono «espressione di valori, saperi e competenze che la civiltà industriale ed urbana hanno per lo più dimenticato. Il recupero di questo patrimonio appare oggi indispensabile agli occhi di ogni osservatore attento alla nostra società».
Proprio in questi giorni La Piemontesina, azienda agricola con indirizzo zootecnico di Emilia Cambursano e Mauro Citta che conta in stalla 50 fattrici di razza bovina Piemontese, ha terminato i lavori di ristrutturazione ed a breve sarà in grado di aprire e accogliere i piccoli. Già nelle prossime settimane, con un momento seminariale, sarà presentato il cammino che ha portato all'apertura dell'agriasilo e verrà illustrato il progetto educativo.
Sarà possibile ospitare sino a 12 bambini da 1 a 3 anni, anche se nei progetti dei promotori ci sarebbe la volontà di coprire tutta la fascia sino ai sei anni. «Al momento partiamo così - spiega Emilia Cambursano - poi vedremo. L'idea è nata sostanzialmente da due esigenze. Da un lato dalla necessità di svincolarsi dalla ristorazione e dall'altro, più importante, è stata la sensibilità verso la necessità dei bambini di oggi di riappropriarsi di esperienze che non sanno più cosa sono. Noi siamo Fattoria educativa dal 1991 ma ci siamo resi conto che una o due giornate all'anno non bastano. Grazie anche alla collaborazione con l'associazione "bambini naturalmente" è stato realizzato un progetto nuovo che verrà fatto proprio dalla Coldiretti».
Voci di soddisfazione giungono anche dagli amministratori chivassesi. «Ancora una volta la nostra città mostra la sua grande vitalità, ponendosi all'attenzione regionale e nazionale, come laboratorio per l'innovazione - commenta il sindaco Bruno Matola -. Seguiremo con grande interesse le fasi di questo progetto che, oltre ad essere un importante momento di sviluppo del settore agricolo, va ad integrare un modello educativo già attento alle tematiche ambientali e al recupero delle risorse locali». (s.a.)