I ‘Magister delle erbe'
TRAVERSELLA.Era il 1957 quando tre appassionati di montagna decisero di dar vita ad un Club, quello degli Amici della Valchiusella, con anche un tesserato d'eccellenza, Adriano Olivetti, numero seicento.
Bruno Biava, Amerigo Sonza, Sergio Colombo mai si sarebbero aspettati di veder crescere nel tempo la loro associazione, che anzi negli anni è andata fortificandosi e prendendo strade inaspettate, soprattutto da quando nei primi Anni '90 fece capolino Laura Lancerotto, attuale presidente dell'associazione, che portò una ventata di freschezza e novità introducendo l'ormai famoso, quanto semplice tema delle erbe. «L'associazione nacque per la valorizzazione della montagna - racconta Bruno Biava - e per dedicare uno spazio agli amanti dell'escursionismo. Poi col tempo si è sviluppato un aspetto più culturale che caratterizza la Valchiusella».
Con i suoi saperi e sapori semplici, che dall'incontro con chi li ha saputi affinare, sono diventati raffinati. «Ciò che mi ha accolta in questa valle è stato il profumo della minestra - spiega Laura Lancerotto, originaria di Padova - quella con il riso e le ortiche. E poi le persone così squisite e generose. Con l'aiuto di tanta gente che collabora da sempre con l'associazione Amici della Valchiusella, ho voluto valorizzare la semplicità e l'immediatezza dei profumi dei prati».
E sono nati i "Sabati delle Erbe", un vero lusso che da anni richiama nelle vallate turisti da mezza Italia e qualche straniero, guidati a piccoli gruppi dai magister delle erbe. I primi, sedici anni fa, furono gli anziani minatori e le signore che accudivano le cascine. «Non fu facile riuscire a riportare gli anziani nelle miniere - ricorda Laura Lancerotto, che all'epoca insegnava proprio nelle scuole della valle - per loro significava sofferenza e pericolo, in alcuni casi anche malattia. Gli anziani raccontavano agli alunni, in classe, del passato, delle tradizioni e della vita quotidiana che si svolgeva un tempo. Ma non volevano più avvicinarsi alle miniere. Quando si convinsero fu un grande successo perché riuscirono, insieme anche ai ragazzi, a riappropriarsi completamente della loro storia. Il passo poi per diventare magister fu breve».
Sta diventando sempre più una professione quella di magister delle erbe che oltre a dover accompagnare i gruppetti di ospiti in mezzo a sentieri nascosti, deve saper narrare delle erbe, delle loro proprietà e magari anche delle leggende a loro legate. La vivandiere poi assistono i turisti: sanno rendere accoglienti fazzoletti di prato sul quale farli riposare e rifocillare con marmellate, formaggi alle erbe e le tomette che fanno parte del paniere dei prodotti tipici, e poi miele, frittate verdi, burro e crema d'aglio selvatico.
«Questo è un aspetto sul quale stiamo riflettendo da un po' - spiegano Lancerotto e Biava - ossia riflettere anche sui vantaggi economici che ne possono derivare. Noi siamo orgogliosi di poter offrire queste visite, ma vorremmo sviluppare maggiormente queste potenzialità per averne un ritorno più completo. Non per l'associazione ovviamente, ma per chi produce e per chi si impegna a fornire un servizio. Quest'anno poi, oltre ai sabati delle erbe, è stata una manifestazione molto gradita quella di ‘TomErbe' durante la quale il ristorante Le Miniere ha messo a disposizione le proprie strutture per far cucinare i ragazzi della scuola alberghiera della Mandria, guidati dagli chef Cortesio e Cortassa».
La raccolta ed il confezionamento delle erbe spontanee potrebbe essere una prima soluzione per la creazione di un tessuto economico più specializzato. Ma c'è dell'altro: da un paio di mesi è iniziato un particolare Corso di Formazione di Erbe Spontanee con al seguito tredici studenti, tutti giovani imprenditori agricoli. Alle lezioni teoriche si alternano quelle pratiche e in media si partecipa ad una lezione ogni settimana. Il corso terminerà il prossimo autunno.
Elisa Pescina