Ora è davvero autentica ‘festa della gente'

IVREA. Ormai è chiaro: San Savino è qualcosa di molto diverso e molto di più di una festa patronale. Per gli eporediesi è l'occasione per ritrovarsi e riconoscersi nelle proprie tradizioni; per quanti vengono da fuori è la preziosa opportunità per scoprire una comunità e le sue radici. E questi ultimi sono sempre di più, quasi che, nel tempo dell'effimero, del fasullo, di ciò che non dura si sentisse forte il bisogno di semplcità e concretezza. A San Savino queste cose ci sono grazie ad un Comitato Fiere fatto di grandi persone; grazie agli impareggiabili Amis 'd piassa Granaja.
E poi grazie agli allevatori, ai cavallanti che sanno ricreare quell'atmosfera particolare fatta di sapori, umori, odori antichi attorno ai loro splendidi animali che hanno costituito, in tempi lontani, la riccheza di questa terra e, nell'era del computer, ancora la contraddistinguono. Grazie ai commercianti, che per tre giornate si rivelano capaci di allestire la giusta cornice attorno ad un avvenimento che fa della semplicità il proprio marchio senza scadere mai nel provincialismo più negativo. Infine grazie agli eporediesi e alla città tutta che mai, come per la patronale, sanno rispolverare quella cultura dell'accoglienza per cui "erano" famosi.
Dunque san Savino della gente: ancor prima della grande fiera della domenica, gli appuntamenti del venerdì e di sabato hanno confermato quel carattere di partecipazione popolare. La patronale ha infatti richiamato in strada, ad affollare il centro storico, un numero di persone come mai se n'erano viste. Lungo Dora affollatissimo per lo spettacolo pirotecnico che ha visto un fiume di persone scorrere accanto alla Dora per godere dei fuochi davvero molto belli. Sabato di San Savino puntegiato anche di piccoli appuntamenti che hanno riservato piacevolissime sorprese come la bella mostra "Antiche vedute canavesane. Dipinti e fotografie di Guido Accotto", curata da Raimondo Mazzola e Giacomo Ronchetto e organizzata il collaborazione con gli "Amis dij Faseuj". Mostra che ha inteso indagare l'opera pittorica dello strambinese Accotto e il vasto archivio fotografico da lui formato le cui immagini, ha sottolineato lo storico Lorenzo Faletto, "costituiscono oggi una delle più preziose raccolte di vedute sull'area canavesana relative al mezzo secolo che va all'incirca dal 1880 al 1930".
Piazza Ottinetti si è invece fatta palcoscenico per i giovanissimi del Gruppo Estate Ragazzi del "Cardinal Cagliero" che, nel pomeriggio di sabato, si sono prodotti in uno spettacolo teatrale applauditissimo dal folto parterre di genitori, amici e simpatizzanti. Piazza Ottinetti che, dal tardo pomeriggio in poi ha quindi assunto i connotati di una sala da pranzo all'aperto dove tutte le tavole e i tavolini, all'ombra delle piante disposte a decorarla, non hanno faticato a venire occupati da commensali che hanno apprezzato i risultati culinari delle Pro Loco si Samone, San Bernardo, Strambino, Fiorano, Sparone e Perosa. E poi le danze, sempre in piazza Ottinetti, prima e dopo lo spettacolo pirotecnico, sulle note allegre dell'orchestra "Silver in live" e della sua coinvolgente cantante.
Ha collaborato Franco Farnè