Emergenza idrica

EST CANAVESE. Tempi duri per i vari comuni. Colpa della siccità che costringe a razionare i consumi di acqua potabile. A Palazzo, ad esempio, un paese che di norma ha sempre spillato acqua da tutti i pori, i problemi non mancano. Quest'anno però la siccità non ha risparmiato neanche qui e l'acqua è stata concessa col conta gocce, fino a poco tempo fa.
Rubinetti a secco per più di venti giorni, la notte. Ora la situazione sembra migliorare, ma è ancora divieto sull'utilizzo di acqua per rinfrescare orti e giardini o lavare la macchina. Senza parlare poi delle piscine, che a Palazzo sbucano come funghi: ce ne sono 4 o 5 interrate, ma le più sono quelle esterne. C'è chi è riuscito a riempirle prima che scoppiasse il caso siccità e chi invece no. Questi purtroppo di ritrovano le piscine a secco fino a quando l'emergenza non rientrerà. Chi ha giardini si aggiusta prendendo l'acqua al vecchio lavatoio o alle fontanelle. «La situazione è migliorata - spiega il sindaco Amanda Prelle - e l'acqua ora resta a disposizione anche di notte. Invito però tutti a continuare ad usarla con moderazione. Durante l'emergenza ci siamo ritrovati con gli abitanti in collina che restavano già senza acqua alle 8 di sera. È stato inevitabile porre delle limitazioni». A Palazzo le vasche per la raccolta sono due, mentre le captazioni quattro. Qualche giorno fa le vasche sono state completamente riempite riequilibrando un po' la situazione: «Purtroppo non fa bene nemmeno alle tubature la continua apertura e chiusura del flusso d'acqua - continua il sindaco - ma l'unica cosa da fare è sperare che inizi a piovere un po'. Poi abbiamo incaricato un geologo che studi una soluzione per raccogliere in futuro altra acqua, perché questo problema potrebbe ripetersi anche i prossimi anni».
Da Palazzo a Bollengo. Lì si fronteggia la siccità attingendo acqua dal pozzo che, alimentato dalle sorgenti della Serra e costruito tanti anni fa (all'incrocio per Albiano verso Palazzo) capta a livello delle falde sotterranee e copre la mancanza d'acqua delle fontane che scendono dalla Serra. «Attualmente in funzione - dice il sindaco Carlo Duò - fornisce a Burolo, attraverso una condotta 150 m cubi di acqua al giorno e a Palazzo, con l'ausilio di autobotti, 7, 8 metri cubi a volta mentre il progetto è quello di potere rifornire anche Albiano, in un prossimo futuro, attraverso una tubazione di collegamento e con accorgimenti tecnici sia sul fronte del potenziamento delle pompe sia sui filtri».
A Buroloil problema della carenza idrica ha invece originato il ripristino delle condotte idriche della sorgente Pruc che portano acqua alla vasca di carico della via Merlina e la sorgente della località Dveiss per una cinquantina di metri cubi di acqua per ogni giorno. «In questo modo - dice il sindaco Piergiuseppe Cresto - si evita la chiusura serale e notturna del rifornimento idrico evitando disagio ai cittadini».
A completamento del discorso sulla portata di acqua da incrementare, il sindaco Cresto ha inoltre sottolineato come sia stata richiesto alla Asl 9 la verifica circa la potabilità dell'acqua che sgorga dalla sorgente Giarina. «Qualora fosse acque potabile - sottolinea ancora il sindaco Cresto - si configurerebbe come una grossa risorsa idrica, utilizzabile per scopi alimentari». (e.p. da.gar.)