Roberto Rizzi, primi segnali ai Ds
CUORGNE'. L'unico ad aver votato contro la relazione programmatica di Vacca Cavalot, durante il primo consiglio della nuova amministrazione cuorgnatese, è Roberto Rizzi, il rappresentante dei Comunisti Italiani, candidato a sindaco della lista "Per Cuorgnè". «Per coerenza - dice -. Ci possono essere punti condivisibili, ma il progetto e il percorso erano e restano diversi».
«Meglio essere chiari da subito e per questo ribadisco quanto espresso in consiglio: l'amministrazione si faccia carico delle istanze dei cittadini e noi la metteremo alla prova sui problemi concreti. E' il ruolo che ci compete» aggiunge. Ma Rizzi fa anche un passo indietro. «Ho insistito sul fatto che la campagna elettorale è finita e proprio perché è finita prolungarla ancora è dannoso per tutti - riferisce il leader dei Comunisti Italiani -. Non abbiamo esultato perché ha vinto Vacca Cavalot, non ce n'era proprio il motivo, ma perché quello che era un progetto non in linea col centrosinistra non è riuscito. Per noi, l'unico progetto vincente era e resta quello dell'Unione. L'aver estromesso la sinistra ha prodotto il risultato che tutti abbiamo visto. E credo sia tempo di finirla con l'aggettivare noi e Rifondazione come la sinistra estremista, radicale. Il nostro, di progetto, e lo abbiamo dimostrato nell'elaborazione della lista "Per Cuorgnè", era un progetto democratico che si muoveva nella direzione dell'unità. E' evidente che una lista come quella di "Cuorgnè cambia" senza la sinistra non poteva affermarsi, così come non avremmo mai potuto vincere noi senza l'area moderata della coalizione».
«Abbiamo sognato, questo sì - aggiunge Rizzi -. E siamo orgogliosi di ciò che abbiamo fatto. Ho lavorato fianco a fianco con un gruppo di persone straordinarie. Mi sono dimenticato di essere un iscritto ai Comunisti Italiani e mi sono sentito il leader di un raggruppamento omogeneo. L'amaro in bocca è dato dal fatto che sono l'unico a rappresentare la nostra formazione in consiglio. Ma credo che occorra mantener viva questa esperienza e proseguire con rinnovato impegno, anche per non tradire la fiducia di chi ci ha votato. Spiace che Rifondazione non ci sia. Se il candidato a sindaco di "Per Cuorgnè" fosse stato un esponente di quel partito per me, francamente, era la stessa cosa. Mi sento debitore nei confronti degli amici di Rifondazione nei quali ho trovato capacità, qualità, intelligenza. La collaborazione che abbiamo avviato su grandi tempi deve proseguire».
Ma la riflessione è anche più ampia. «Il problema, e Cuorgnè, per certi versi, ne è lo specchio, è proprio la sinistra - osserva il consigliere dei Comunisti Italiani -. La diaspora, iniziata con lo scioglimento del pci, non si è mai ricomposta. La strada è una federazione delle forze della sinistra nell'ambito dell'Unione. E di questo soggetto non può non farne parte quella fascia dei Ds che a sinistra è fortemente connotata». Vacca Cavalot amministrerà la città per altri cinque anni, ma Roberto Rizzi guarda avanti. «Dispiace che in città le elezioni non ci abbiano premiati, ma anche ragionando a mente fredda credo che la nostra strategia fosse l'unica possibile, tant'è vero che nelle scelte non siamo stati condizionati dalle federazioni dei due partiti - spiega -. Io utilizzerò tutti gli strumenti che avrò a disposizione per coinvolgere gli esponenti di "Per Cuorgnè"». (m.mi.)