Mentre le Asl si accorpano la maggioranza si spacca
IVREA. Sul futuro della sanità locale il sindaco Fiorenzo Grijuela si schiera con Rifondazione Comunista. nel Consiglio comunale di lunedì sera egli e i due consiglieri di RC si astengono infatti dall'approvare un ordine del giorno, firmato dai Ds e dalla Margherita, in cui si esprime "un parere critico in merito all'accorpamento delle aziende sanitarie locali di Ivrea e Chivasso".
Il documento passa così con il sostegno dell'intera minoranza e naturalmente con quello di chi l'ha presentato oltre al resto della maggioranza, cioè Sdi e Italia dei Valori. Sia il dibattito che la votazione si sono svolti in un clima teso e un po' astioso fra i consiglieri. La minoranza, stupita, ha potuto constatare che l'attuale maggioranza non è poi così unita come vuole apparire e in particolare che fra il sindaco e i suoi colleghi di partito diessini ci sono dei contrasti che potrebbero produrre, entro la fine della legislatura, altri sgradevoli incidenti di percorso.
L'ORDINE DEL GIORNO.Si sofferma sulla scelta della giunta regionale di accorpare le Asl. L'ipotesi di aggregazione della 9 (Ivrea) con la 7 (Chivasso) a giudizio dei firmatari "non considera adeguatamente il territorio in particolare la rete dei collegamenti pubblici e i riferimenti sanitari storici, soprattutto degli abitanti dei Comuni vicino a Torino. L'accorpamento insomma non può essere solamente giustificato in base ad un possibile risparmio economico e a una razionalizzazione degli acquisti e degli appalti".
Si contesta poi l'eventuale spostamento della sede centrale dell'Asl 9 a Chivasso, scelta "politicamente inaccettabile per Ivrea, che si troverebbe con lavoratori chiamati a spostarsi, per mantenere il lavoro, verso altre città". L'ordine del giorno si conclude con la sollecitazione, rivolta a sindaco e giunta, di esprimere tali preoccupazioni al presidente della Regione e all'assessore competente Mario Valpreda.
I DEMOCRATICI DI SINISTRA.Il capogruppo Carlo Della Pepa, pur non criticando il Piano Sanitario regionale, rimarca che non è possibile accettare silenziosamente gli accorpamenti proposti della Regione ma che questi vanno discussi anche insieme all'attuale commissario delle due Asl interessate.
LA MARGHERITA.Per il capogruppo, Paola Oberto, non bisogna sottovalutare che lo spostamento dei centri focali della sanità comporta un costo sociale molto alto, producendo la migrazione degli utenti in un territorio molto allargato. E per lei «le caratteristiche della nostra Asl non vanno snaturate».
RIFONDAZIONE COMUNISTA.Claudio Barinotto (capogruppo) difende invece le scelte dell'assessore Valpreda, che ha a cuore il risparmio e la qualificazione della spesa regionale.
LA MINORANZA.L'intervento di Barinotto disorienta la minoranza che, prima della presentazione del documento, si era accordata con la maggioranza per arrivare ad un voto unanime del documento. E per fare questo il presidente Carra aveva addirittura interrotto per mezzora il consiglio. Paolo Debernardi (AN) ad esempio, concorda con l'accorpamento perché considera positive l'unificazione della contabilità e di altri servizi amministrativi, tesa appunto al risparmio.
IL SINDACO.Non può fare a meno di intervenire ed esprimere una forte preoccupazione perché la spesa sanitaria regionale è molto elevata e questo dato non può essere ignorato a livello locale, anche perché c'è il rischio di aumento delle tasse, da parte della Regione, proprio per portare ossigeno alla spesa sanitaria. "Certi processi di aggregazione sono inevitabili e non mi sembra che si debba fare un dramma se ci saranno lavoratori che da Ivrea dovranno andare a Chivasso- afferma Grijuela condannando - il meschino campanilismo che spesso limita i processi di miglioramento dei servizi».
LE REAZIONi.Dopo il sindaco si susseguono diversi interventi che creano una forte tensione in sala, compreso quello dell'assessore Salvatore Rao. Senza mezzi termini egli accusa la maggioranza di essere in ritardo in materia di sanità e fa notare che, dopo dieci anni, la Regione si è dotata di un Piano che dà grande importante a tutto il territorio dove si dovranno creare i Distretti, strutture base della sanità del futuro. «Si devono difendere gli interessi dei cittadini - dichiara Rao - ai quali non interessa il mantenimento degli staff amministrativi, ma vuole avere servizi efficienti sul territorio».
La minoranza, disorientata, non sa più che fare. Il sindaco la rassicura, facendo presente che possono esserci differenze di vedute che non devono preoccupare. La votazione però, con sindaco e Rifondazione da una parte e il resto del consiglio con "di tutto un po'" dall'altra, evidenzia che nelle sedi dei partiti il dibattito sul futuro della sanità crea spaccature che potrebbero anche intaccare il lavoro amministrativo.
Giuliana Airoldi