Svasati 6mila litri al secondo

CALUSO.Non è ancora emergenza siccità nel Canavese, nonostante il perdurare dell'assenza di precipitazioni. Ad assicurarlo, dati alla mano, sono Pierfrancesco Vittonatto, presidente del Consorzio dei Canali del Canavese (la sede è a Caluso) e Lodovico Actis Perinetto, da poco riconfermato al vertice della Cia (Confederazione italiana agricoltori) di Torino.
«Ad oggi - dice Vittonatto - la situazione, seppur non rosea, è sotto controllo. Questo perché come Consorzio ci siamo mossi per primi ed in tempo utile. Proprio noi, infatti, avevamo già sollecitato la Provincia di Torino e la Regione Piemonte in modo da poter gestire nel migliore dei modi un'eventuale siccità, che corrisponde sempre al periodo di maggior richiesta di acqua per l'irrigazione da parte dei coltivatori (da giugno a metà settembre). Ci preoccupava la situazione delle riserve idriche nei bacini al di sotto dei livelli normali in seguito alla carenza di precipitazioni atmosferiche e la poca neve caduta quest'anno. Le dighe sono al 30% dell'invaso. In pratica la stessa situazione del 2003 (l'anno della ‘grande sete') con la differenza che allora la punta di crisi si era fatta registrare nei primi giorni di luglio, mentre quest'anno è in anticipo di due settimane. Il rischio era grosso».
«Fortunatamente - prosegue Vittonatto - il problema è stato risolto per tempo con la decisione, presa durante un lungo incontro svoltosi lo scorso giovedì in Provincia, di una distribuzione organizzata della risorsa idrica con un contributo in termini di acqua svasata di seimila litri al secondo. Con questa maggiore disponibilità d'acqua dovremmo superare il periodo di crisi».
Anche sotto il punto di vista meteorologico Vittonatto si dichiara ottimista: «Certo io non sono un esperto, ma non credo si debba parlare dell'inizio di un processo di desertificazione. Penso piuttosto ad una fase ciclica che si ripresenta. Gli archivi del Consorzio riportano gli allarmi per la siccità del '39 e poi nel '41 e di nuovo nel '43».
«Finalmente - spiega Lodovico Actis Perinetto - il problema dell'irrigazione viene affrontato in modo serio, con un'attenta programmazione che interessa tutto il territorio, non più legata necessariamente alla scarsità di pioggia. Senza più aspettare quindi una gestione dell'emergenza, come invece avveniva negli anni passati. Nel corso della riunione presso l'assessorato alle risorse idriche della Provincia, sollecita dal Consorzio dei Canali del Canavese, oltre alle misure necessarie per quest'anno, ci è stato richiesto una programma di irrigazione cui seguirà l'istituzione di una cabina di regia ad hoc che vedrà coinvolti tutti i soggetti coinvolti nella gestione delle acque, quindi la Provincia, La Regione, L'Aem, le organizzazioni agricole ed i Consorzi. Il problema infatti non riguarda soltanto la scarsità d'acqua in Canavese ma il fiume Po, quest'anno in crisi profonda. In alcuni tratti l'acqua del fiume è talmente scarsa che è possibile attraversarlo a piedi». (l.m.)