‘L'alcool va combattuto insieme'
ORIO C.SE.Parte da Orio, sede dell'Apad (Associazione profilassi alcol dipendenza) la crociata contro l'alcolismo. Un fenomeno grave, sottovalutato e purtroppo in aumento anche tra i più giovani, preadolescenti compresi. Si comincia a bere già all'età di undici anni. Lo rilevano chiaramente gli studi di settore e risulta da una recente ricerca condotta dall'ASL9 di Ivrea in base alla quale sono in aumento i decessi per malattie alcool correlate.
I responsabili dell'A.P.A.D., nel corso di un riunione svoltasi lo scorso martedì nella sala del consiglio di Orio, hanno invitato tutti i sindaci del territorio ad avviare iniziative di sensibilizzazione in merito alla delicata problematica.
«La nostra - puntualizza il dotto Aldo Rizzo, psicologo e psicoterapeuta presso il reparto di riabilitazione alcoolfarmaco dell'ospedale ‘Fatebefratelli' di San Maurizio Canavese, presidente dell'A.P.A.D. -, non è una battaglia contro il vino che non va assolutamente demonizzato. Ma un conto è bere, occasionalmente, per piacere, con consapevolezza, un altro è fare della bottiglia un sostituto della famiglia, del lavoro degli affetti. Insomma della vita. Così succede all'alcolista. Bere non è un vizio, non è un'abitudine. E' una grave malattia che porta alla morte, ma che può essere curata e guarita se affrontata con il sostegno della famiglia. L'alcolista non può essere lasciato solo poiché il suo problema diventa un problema di tutto il nucleo famigliare. Invece, nella maggior parte dei casi si sottovaluta questo aspetto o si tende a nascondere il problema, complice la simbologia del vino. È l'errore più grave. Quello contro il quale ci scontriamo continuamente. Per questo, soprattutto nei piccoli centri, diventa indispensabile l'aiuto da parte delle istituzioni e dei medici di base. Soprattutto questi ultimi hanno una grande importanza poiché sono i primi a sapere quando l'alcolista entra nella fase cronica e comincia a manifestare i primi disturbi fisici. L'alcolista infatti non è consapevole del suo problema e quando lo diventa non vuole curarsi».
Per scalfire questo ‘muro' l'A.P.A.D. ha avviato una fase di informazione che si avvale per l'appunto dell'appoggio dei sindaci e che proseguirà con alcuni incontri nelle scuole medie e superiori.
«Sono convinta - ha detto Roberta Ponzetti, sindaco di Orio - che una più corretta e capillare informazione in merito alla piaga dell'alcolismo sia fondamentale per ottenere dei buoni risultati. Occorre anche una maggiore attenzione verso le fasce deboli».
«Intanto - gli fa eco il dottor Rizzo - noi siamo attivi e disponibili per chiunque avesse bisogno anche soltanto di informazioni. Il nostro ruolo sarà quello di una assistenza e di un aiuto (completamente gratuito) dato da persone esperte».
La sede dell'A.P.A.D., che, lo ricordiamo finalizza i suoi interventi alla prevenzione e al supporto delle famiglie e dei soggetti alcool dipendenti, è presso l'ambulatorio Comunale. Per richiedere un incontro è necessario fissare un appuntamento telefonando al numero 339.8031090. (l.m.)