Kairos Chivasso, bilancio positivo E per la C2 è solo un "Arrivederci"

CHIVASSO. Il ricordo dell'ultimo tiro di Gandino che s'infila nel canestro chivassese sulla sirena, chiudendo la stagione della Kairos, è ancora vivo nelle menti chivassesi. Il campionato è terminato da una decina di giorni e il presidente Cena pensa già al futuro, guardando alla stagione appena conclusa come una rampa di lancio verso il prossimo anno, dove si rinnoverà l'assalto alla serie C2.
Presidente Cena, come valuta il campionato appena concluso? Qualche rammarico per l'occasione persa contro Casale? «Con Casale abbiamo sprecato sicuramente un'occasione per giocarci la finale con Novara - dice il presdente Cena -. La stagione comunque è stata molto positiva. Soprattutto se si considera che abbiamo dovuto rivoluzionare la rosa in corsa, perché a metà stagione era un lazzaretto. Dopo gli infortuni di De Martini, Galdi, Penna, Parusso e le partenze di Corigliano e Quaranta, abbiamo inserito in pianta stabile i nostri giovani del 1989, facendo disputare un doppio campionato ai nostri ragazzi che sono stati bravissimi».
Pare che la rivoluzione però abbia avuto effetti positivi. «Siamo partiti subito forte sulle ali dell'entusiasmo, poi abbiamo affrontato un periodo buio, dove, per un calo fisiologico abbiamo inanellato una serie di sconfitte pesanti. A Borgo Ticino la svolta. La squadra si è ritrovata e il gioco è sempre migliorato fino ai play-off ed al passaggio del primo turno contro la forte Ciriè».
La linea verde è quella da seguire anche per il futuro? «Sì, i giovani sono la strada da seguire. Quest'anno eravamo la squadra più giovane del nostro girone e la seconda in assoluto alle spalle di Cuneo nel girone A». Sta già pensando al futuro, al mercato, magari a un lungo? «Al momento è ancora presto per il mercato. A giugno guarderò la Summer League per giovani, ma i nostri acquisti saranno fatti in casa: aspetto il rientro di Galdi dopo l'operazione e spero che Magone possa rientrare dopo la C1 di Ghemme. Intanto il 30 giugno scadrà anche il prestito di Guarneri a Casale».
Roberto Viasco