‘Il codice da Vinci' al Boaro

Dal romanzo più venduto in questi anni, il regista americano Ron Howard ha tratto il kolossal Il codice da Vinci(al Boaro), preceduto da polemiche, scomuniche, inviti da parte del Vaticano a boicottarlo perché accusato di essere blasfemo e offensivo nei confronti del Cristianesimo: tutto questo ha contribuito a fargli enorme e gratuita pubblicità. In realtà, parafrasando Shakespeare, si potrebbe dire "Molto rumore per nulla", perché si tratta solo dell'ennesimo thriller storico-religioso, verboso, tipico del cinema hollywoodiano, dove i fatti sono affastellati l'uno sull'altro senza approfondimento. La vicenda segue fedelmente il racconto di Dan Brown e comincia a Parigi, nella Grande Galleria del Louvre, dove viene assassinato da un monaco un curatore del museo, trovato nudo sul pavimento nella classica posizione dell'Uomo Vitruviano di Leonardo. Il professore americano Robert Langdon (Tom Hanks), esperto di simbologia, viene accusato del delitto insieme alla criptologa francese Sophie, nipote della vittima (Audrey Tatou): entrambi devono fuggire dai poliziotti e dai veri colpevoli, i seguaci di una potente e fanatica setta religiosa. Ben presto i due protagonisti scoprono di trovarsi di fronte al più misterioso intrigo dei due ultimi millenni, che potrebbe cambiare l'intera storia del Cristianesimo. Secondo lo scrittore Dan Brown, Leonardo, nell'Ultima Cena, avrebbe dipinto, alla destra di Gesù, Maria Maddalena e non l'apostolo Giovanni, perché essi erano sposati: lei, incinta, più tardi avrebbe dato alla luce una figlia, Sarah, diventata capostipite della discendenza dei Merovingi, reali di Francia. Così vengono tirati in ballo, attraverso i secoli, il Sacro Graal, i Templari, l'imperatore romano Costantino, il Priorato di Sion, l'Opus Dei. Con questo dipinto, ma anche con la Gioconda e la Vergine delle Rocce, Leonardo voleva lanciare quindi un messaggio contro il maschilismo dei Vangeli, per dimostrare l'importanza di questa figura femminile nella storia della Chiesa, sempre negata e tenuta segreta. (f.r.)