‘Noi, giocatori dimenticati dal Centenario Rivarolese'

DA RIVAROLO riceviamo e pubblichiamo.
Egregio direttore,
le allego alcuni miei pensieri che desidererei venissero pubblicati come lettera aperta rivolta agli organizzatori del Centenario della Società calcistica Rivarolese nella quale io e parecchi altri abbiamo avuto il piacere di giocare per circa 20 anni a cavallo degli anni 60.
Gli organizzatori hanno pensato di festeggiare con la squadra attuale (ottima vincitrice del campionato di Eccellenza!) ma dimenticando gran parte di noi che abbiamo fatto comunque la storia nei periodi in cui per giocare a calcio o si pagava o si giocava gratis mentre ora i rapporti sono stati alterati. Indubbiamente l'attaccamento nostro alla maglia aveva un valore diverso anche perchè eravamo quasi tutti di Rivarolo ed allora il calcio serviva anche a valorizzare il paese d'appartenenza. Vederci dimenticati ci rammarica alquanto.
Antonio Gallo * * *LETTERA APERTA Leggo con piacere che sono organizzate diverse manifestazioni per ricordare una data centenaria che non tutte le società calcistiche (specie se dilettanti) possono avere il piacere di festeggiare.
Indubbiamente (causa anche l'età!) mi vengono in mente i tempi della Serie C sul magnifico campo dell'allora Cotonificio Vallesusa dove ho iniziato (nel '48 con le giovanili GAR del dott. Massoglia), a fare le prime partite ed a seguire negli spogliatoi mio zio Emilio titolare e bomber di quella formazione famosa. Poi a 16 anni l'esordio nella squadra maggiore di allora in un incontro storico come il derby con il Favria dove giocavano i tre fratelli Tritto, Zenti, ed altri giocatori che poi sono passati nella nostra società!
Fu il mio impatto vero con il calcio agonistico con la rottura di un piede.
Devo dire invece che sono rimasto molto stupito che il coinvolgimento degli ex giocatori per il centenario non sia stato totale e mi riferisco al fatto che, per un evento di questo genere, io non avrei tralasciato di coinvolgere tutti quelli che (viventi) hanno contribuito in ruoli diversi (Dirigenti, allenatori, giocatori e addetti vari) a far sì che oggi si possa festeggiare un centenario e insieme ricordare anche e soprattutto quelli che non ci sono più ma che hanno contribuito ancora più di noi visti i tempi difficili durante la prima guerra!
Tutto questo tenendo presente che l'evento coincide (i miei più sinceri complimenti, sicuramente!) anche con un'anticipata vittoria di campionato dell'attuale forte compagine Rivarolese che non conserva più lo stesso marchio originale ma che comunque ne rappresenta degnamente la continuità.
Per i nominativi bastava rivolgersi alle memorie storiche oppure direttamente in Lega dove sono depositati tutti i nominativi dei partecipanti ai vari campionati.
Io personalmente ho giocato, in campionati diversi, la bellezza di 20 anni (senza contare tutte le giovanili) senza mai prendere un soldo (anzi mettendone qualcuno come azienda di famiglia e pagandomi le spese di allenamenti e trasferte!) e con risultati abbastanza interessanti con diversi campionati vinti nelle diverse categorie sino ad arrivare alla Promozione che vale l'Eccellenza di oggi.
Tutto questo con una formazione al 90% formata da ragazzi di Rivarolo (es. F.lli Rossi, Mautino, Vallosio, Favero, Carbonatto, Bonessa, Donetti, Ariotto, ecc.) al contrario di come succede adesso dove il calcio Rivarolese (ma anche tutti gli altri!) è diventato mercenario in quanto i giocatori vengono da fuori e sono profumatamente stipendiati con un numero di pubblico (vedi incasso) che non serve a coprire neanche le spese del mantenimento impianti (causa anche la vicinanza delle società professionistiche Juventus, Torino ed Ivrea).
Poi, dopo il periodo agonistico, ci sono stati anni (quasi venti) in cui, con altri compagni, ho dato vita ai "Veterani Calcio Rivarolo" che raggruppava tutti gli ex passati a giocare nella gloriosa società. Con tutti questi compagni abbiamo girato l'Italia e l'Europa e (non sto esagerando basta documentarsi) per incontrare squadre di club famosi e portare alto il nome del calcio Rivarolese.
Avevamo in quel periodo inaugurato il campo "vecchio" con un Torneo Internazionale con ospiti la squadra svizzera di Montreaux che aveva in formazione diversi ex nazionali.
Avevamo così approfittato per ricordare i tanti anni della nostra società grazie anche all' interessamento dell'assessorere allo sport di allora, Emanuele Carbogno.
Ancora adesso, ogni anno, raduno i "vecchi" in una serata speciale per ricordare quelle belle giornate passate insieme e per non dimenticare personaggi come Berto Broglio, Meo Rossi, Gino Ghizzardi, Mike Gorini (ne nomino solo alcuni!) che hanno fatto grande questa società.
Approfitto di questa lettera aperta per ricordare una mia vecchia battaglia (persa naturalmente) sulla priorità del campo comunale ai residenti.
Quello dell'uso prioritario del campo cittadino ai residenti era già stato uno degli argomenti che avevo sollevato anni fa in Comune quando per una compagine di ragazzi che alleno (quasi tutti di Rivarolo,dai 20 ai 40 anni!), avevo chiesto l'uso del campo per fare un campionato di UISP eccellenza.
Mi sembrava una richiesta logica in quanto ritenevo che impianti sportivi sovvenzionati dal Coni e destinati alla Città venissero dati come priorità ai residenti.
Non è stato possibile e da quasi sei anni siamo costretti ad emigrare nei paesi vicini mentre i giocatori delle compagini che usano a tempo pieno il campo, il 70% viene da fuori e noi se (quelle poche volte!) lo possiamo usare ad ore strane, dobbiamo affittarlo pagando una cifra assurda! Ridicolo!
Tutto questo si vede che non ha più valore e conta unicamente quello che è stato fatto negli ultimi anni ed a festeggiare mi sembra giusto che "parecchia gente come me" sia stata dimenticata!
Nessuno avrebbe chiesto medaglie ricordo o rimborsi spese anzi, ci saremmo pagata la cena con entusiasmo pur di ritrovare le vecchie simpatiche facce!
Peccato, bastava documentarsi dall'amico Carruozzo e trovare le mille facce dimenticate nelle sue vecchie foto che sono anche un po' la memoria storica del calcio rivarolese dagli anni 50 in avanti.
Senza rancore indubbiamente, ma questo episodio dimostra sempre più che, nel calcio odierno, non c'è più posto per i ricordi ma neanche per la logica ed il buon gusto!
Buon Centenario a tutti!
Antonio Gallo... una vita da mezzala!