Storica Società Operaia a rischio
STRAMBINO. «Se non rinnoviamo il nostro impegno, c'è il rischio che vada tutto a rotoli». Si è sfogato il presidente Felice Bellis al termine dell'assemblea ordinaria annuale dei soci della Società Operaia di Mutuo Soccorso. Il legittimo sfogo del presidente è dovuto all'amara presa d'atto che solo poco più di una decina degli oltre trecento soci hanno partecipato all'assemblea sociale.
L'assemblea era chiamata ad approvare il bilancio e la relazione dell'attività del 2005 ed a decidere il calendario delle iniziative da realizzare nel corso del 2206.
Tra gli appuntamenti dell'anno in corso, c'è in primo piano la consueta festa sociale in programma il 1º maggio con il ritrovo di soci e ospiti prima della messa di suffragio, del pranzo nel locale ristorante Faga, e della tradizionale bicchierata pomeridiana nella sede della Società Operaia.
I pochi soci presenti all'assemblea hanno approvato il bilancio 2005, chiuso con un capitale sociale di oltre 8 mila euro, quasi settecento dei quali relativi all'utile dell'ultimo anno che ha registrato entrate per oltre 1500 ed uscite di poco inferiori agli 850 euro. Un fondo cassa importante che, come ricorda il presidente Felice Bellis ininterrottamente in carica da ben venticinque anni dopo essere subentrato al suo predecessore Giuseppe Cordera, saranno in parte utilizzati per la celebrazione dei 140 anni di fondazione della Società Operaia che, nata nel 1867, è oggi tra le più antiche del Piemonte.
La Società Operaia di Mutuo Soccorso fu fondata il 2 febbraio 1867 con la redazione di uno Statuto Organico depositato in Ivrea, allora sotto la provincia di Aosta. Nata negli anni della evoluzione sociale dei lavoratori, sottolineata dalla storica enciclica "Rerum Novarum" di Papa Leone XIII, sulla condizione operaia, «La Società Operaia di Strambino - è ricordato in una piccola pubblicazione del 1987 - si caratterizza sin dall'origine come associazione indipendente di lavoratori, avente lo scopo di attivarsi a beneficio dei soci, mediante la formazione di un capitale sociale e mediante collaborazione lavorativa». Gradualmente, con l'evoluzione della condizione dei lavoratori, la Società Operaia si trasforma gradualmente fino ad arrivare all'assetto attuale di una associazione socio-culturale con l'auspicio comune (e va in questo senso il richiamo del presidente) che continui anche per il futuro a partecipare attivamente alla vita sociale del paese. (s.ro.)