Tentata estorsione, ex artigiano in cella

AGLIE'.Ha raccontato di avere un disperato bisogno di soldi il pensionato alladiese finito in manette giovedì scorso con l'accusa di tentata estorsione. Tanti soldi: 160mila euro, per l'esattezza. Al magistrato che lo ha interrogato ha spiegato che a tanto ammontava il suo debito nei confronti dell'erario, accumulato negli anni sul versante dell'Irap. Salvatore Gorgone, 67 anni, parte di quei soldi credeva di poterli ‘avere' da un suo amico, un pensionato di 76 anni che trascorreva l'estate ad Agliè, in un'abitazione con giardino poco distante dalla sua abitazione.
Questa storia, ricostruita dai carabinieri, comincia un mese fa, quando la vittima dell'estorsione riceve le prime telefonate. Dall'altro capo del filo un uomo che in modo goffo travisa la voce con accento straniero. «Devi darmi 25 mila euro, diversamente me la prendo con la tua casa di Agliè e la tomba di tua madre». Pochi giorni dopo, il giardino dell'abitazione viene devastato dalle fiamme. A quel punto, il pensionato chiede aiuto ai carabinieri della stazione di Agliè. Le telefonate minatorie proseguono. L'estorsore rivede anche le sue pretese, scendendo da 25 a 15 mila euro. Ma un primo incontro, in cui sarebbe dovuta avvenire la consegna del denaro, va in fumo. Pochi giorni dopo, le tapparelle della residenza estiva del pensionato vengono bruciate. Pochi danni, e i carabinieri cominciano a sospettare che un'azione del genere possa essere stata compiuta solo da qualcuno del posto. I cani, infatti, non hanno abbaiato. Nessuno ha visto o sentito nulla di strano. Cominciano i pedinamenti, mentre la vittima concorda con il suo estorsore la consegna del denaro in piazza Derna, a Torino. Da una cabina telefonica, Salvatore Gorgone avrebbe chiamato con una scheda telefonica la vittima, confermandogli il luogo per la consegna. Gorgone quei soldi non li ritirerà mai, la sua autovettura viene controllata a vista dai carabinieri. Al magistrato Donatella Masia, cui avrebbe confessato, dirà di aver avuto un rimorso. «Sono un artigiano in pensione. Lo Stato pretende da me 160mila euro». I carabinieri stanno cercando conferme al racconto. Finora non ne hanno trovate. (vi.io.)