Grillo: ‘Gli ingegneri di Adriano insegnavano agli americani'

IVREA. Il Canavese in crisi; un territorio ormai quasi reietto; una terra che aveva, (fino a pochi anni fa ma pare un secolo) un'identità precisa e che lo poneva all'avanguardia tanto da fare scuola persino oltre oceano. Il Canavese che si affanna, con indicibile difficoltà, a "ricostruirsi"; il Canavese dimenticato da imprenditori e politici diventa, oggi, argomento per i comici.
Così, non ha risparmiato proprio nessuno, Beppe Grillo, com'era da copione, in un Madza Palace che ha fatto il tutto esaurito per due serate, giovedì e venerdì scorso. Toni accesi su politica, economia, nuove tecnologie e rispetto ambientale, per il genovese che strepitava, sputacchiando e scimmiottando fra il suo pubblico, come vuole lo show. E, parola dopo parola, i manrovesci sono toccati non solo a destra, sinistra e centro, ma anche a industriali e a studiosi, spostando l'attenzione su questioni che dannano pure il Canavese.
«Ma di quale Confidustria si parla oggigiorno? - ha esordito Grillo - La tv fa vedere al gran completo il gruppo degli industriali italiani riuniti a decidere delle sorti nazionali...ma di cosa stiamo parlando? Qui sono rimaste soltanto aziende in crisi, indebitate, trainate da manager vestiti all'ultima moda. Dove sono gli industriali veri? Dove sono quelli che scommettono con i propri soldi? Quelli che sono responsabili delle persone alle quali danno un lavoro?»
E qui, l'accenno alla "cose di casa nostra" quando Grillo ha affermato: «Quelli alla Adriano Olivetti che ha costruito un impero su un modello sociale eccellente! E alla sua Olivetti, fatevelo raccontare dai canavesani che se lo ricordano, gli ingegneri andavano in America ad insegnare agli americani perché nessuno era così all'avanguardia come ad Ivrea. Ma in fabbrica c'erano pure gli asili, ti facevano lo sconto per il dentista e l'oculista, ti mandavano pure in colonia col figlio piccolo. Che in Canavese ancora non si asciugano gli occhi per aver perso un modello di impresa così!».
Applausi dagli spalti ornati di striscioni di protesta per poi riprendere lo spettacolo a ritmo di racconti, domande, video di ciò che in tv non si è mai visto e poi di testimonianze, diverse dalla voce ululante del Grillo, come quella di uno scienziato modenese che, dati alla mano e studio al microscopio su cibi contaminati, ha parlato di inceneritori e degli scherzi ironici - o che ci prendono tutti per sciocchi - che la legge fa sulle micropolveri che si depositano su frutta e verdura.
«I vecchi inceneritori - dice Grillo supportato dal "suo scienziato" - producevano piccole polveri che si depositavano tutt'intorno, sui campi. E la legge interviene qualora si riscontrino granuli di una tal grandezza. Allora sono arrivati gli inceneritori di ultima generazione, ad alte temperature, che le polveri le producono ancora più piccole. Ma la legge non le contempla, perché son più minute di quanto s'immaginasse. E allora va bene, non si vedono e noi possiamo continuare a mangiar tranquilli i biscotti al titanio!». Le informazioni, quelle dello spettacolo e tante altre, si possono carpire dal dissacrante sito di Beppe Grillo. C'è pure un blog che lascia davvero liberi pensieri e parole. (e.p.)