Il Castello e la chiesa nel nuovo stemma di Barone
BARONE. Unisce i simboli dell'imponente architettura del Canavese (lo storico Castello arroccato sulla collina e l'artistica chiesa parrocchiale) a quelli della vocazione agricola del territorio (il granoturco e la canapa) con i colori (l'oro ed il rosso) che furono dei Conti di Valperga, a lungo signori locali: stiamo parlando del nuovo stemma del Comune di Barone, che è stato scelto dagli amministratori del piccolo centro bassocanavesano, riuniti lo scorso giovedì presso la locale sede municipale per la discussione relativa al bilancio di previsione.
«Dopo l'approvazione da parte dell'ufficio di araldica che ha sede a Roma - ha spiegato il sindaco Sergio Bogetti - lo stemma verrà ricamato sul nostro gonfalone e riprodotto nei documenti ufficiali. Per la sua realizzazione, che abbiamo voluto fosse partecipata da tutti i consiglieri, ci siamo affidati a Ornella Marino, consulente di araldica».
Esaurita la parte storica il consiglio comunale baronese si è concentrato sul documento finanziario poi approvato all'unanimità. Anche la minoranza infatti ha espresso parere favorevole.
Del resto il bilancio di Bogetti si è presentato nel migliore dei modi, senza alcun aumento alle imposte comunali, con una sensibile riduzione della tassa per la raccolta dei rifiuti (grazie al modello ‘Isobarone premiato di recente da Legambiente), e con un capitolo non trascurabile, destinato agli investimenti.
Ventimila euro, ad esempio, sono stati impegnati per la variante strutturale al PRGC arrivata all'adozione del progetto preliminare. Stanziata la cifra per l'acquisto degli arredi necessari alla sistemazione dell'archivio comunale che troverà posto nell'ufficio del sindaco. Parte dell'avanzo verrà poi utilizzato per l'illuminazione della chiesa parrocchiale, per la riqualificazione della piazza di via Torino che sarà poi ufficialmente intitolata (é in programma una cerimonia) a monsignor Pietro Ossola, nativo di Barone.
Il consesso ha poi approvato la nuova commissione edilizia. Ne fanno parte gli architetti Domenico Nigro, progettista della variante; Claudia Chiaro e Maria Luisa Gamerro; il geologo Carlo Dellarole, l'ingegner Davide Giacometto ed i geometri Mario Frola e Patrizia Vallo. Approvate anche la riduzione del 10 per cento dell'indennità del sindaco e degli assessori e la convenzione tra il Comune e la Pro Loco per la gestione del centro sportivo e ricreativo comunale.
Nella parte riservata alle spesa c'è da sottolineare la quota che il comune destina al CissAc per la gestione dei servizi socio-assistenziali, passata da 20,50 euro a 22 euro per cittadino.
Lydia Massia