Rifiuti: da tassa a tariffa Un salasso per i cittadini Aumenti del 101 per cento
CHIVASSO. La tassa smaltimento rifiuti (Tarsu) lascia il posto alla tariffa di igiene ambientale. Con il passaggio, disciplinato dal Decreto Ronchi del 1997 e dal Dpr 158/1999 gli utenti dovranno adesso coprire il 100% dei costi del servizio, a differenza di quello che accadeva il precedenza, quando una parte della spesa era sostenuta dal bilancio comunale.
In termini pratici la nuova tariffa si tradurrà in aumenti che per le utenze non domestiche potranno arrivare anche al 101%. Nel dettaglio per loro gli aumenti medi saranno del 20% con punte che oscilleranno dal 36 al 101 per le attività considerate maggiori produttrici di rifiuti come ristoranti, pizzerie, birrerie, ortofrutta e fiorai, che potranno però detrarre l'Iva corrisposta. Per i nuclei famigliari invece in alcuni casi potranno verificarsi delle riduzioni specialmente nei casi di famiglie poco numerose che occupano locali di notevoli dimensioni.
Negli scorsi anni il Comune aveva già iniziato una politica di avvicinamento alla tariffa creando delle formule ibride che permettessero di avvicinarsi gradualmente agli obiettivi che il Decreto Ronchi aveva posto, ma è solo con quest'anno e con l'approvazione del Regolamento e delle Tariffe delle singole categorie che il passaggio è diventato definitivo. Altra novità rispetto al passato è l'affidamento dell'applicazione e della riscossione della Tia alla Seta soggetto gestore del servizio di igiene urbana per conto del Consorzio di Bacino 16. «Il passaggio dalla tassa alla tariffa nel 2006 è stato, di fatto, obbligatorio per permettere al nostro Comune di rispettare il "patto di stabilità interno", secondo le regole contenute nella Finanziaria 2006 (Legge n. 266/2006) - spiegano dagli uffici comunali -. Senza lo sgravio dal bilancio comunale delle spese del servizio di raccolta dei rifiuti urbani non sarebbe stato possibile rispettare le imposizioni finanziarie del "patto di stabilità" e, perciò, avremmo rischiato le pesanti sanzioni previste dalla normativa vigente in caso di mancato rispetto dei limiti di spesa».
I costi del servizio sono stati quantificati in 4 milioni e 118 mila euro, che non verranno però pagati tutti direttamente dai cittadini: per cercare di alleggerire il passaggio, il comune ha infatti stanziato un fondo "una tantum" di 580mila euro, che permetterà di applicare a tutte le utenze domestiche una riduzione del 10% pari a complessivi 300mila euro, di agevolare situazioni di disagio economico e sociale (124mila euro), e coprire interamente i costi di avvio del nuovo sistema di raccolta porta a porta di prossima attivazione (156mila euro). I cittadini hanno ancora un po' di mesi per abituarsi all'idea: le bollette, dilazionabili per gli importi superiori agli 80 euro in quattro rate, arriveranno a settembre; nei prossimi mesi inoltre Seta attiverà uno sportello per il pubblico mentre informazioni dettagliate sulla nuova tariffa possono essere richieste all'Ufficio Tributi da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12, il martedì e giovedì anche dalle 15 alle 17. (s.a.)