Alcol, quando la famiglia è tutto

STRAMBINO. "Servitori insegnanti" di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta si sono incontrati a Strambino per discutere tra loro. Il tema è complesso e delicato al tempo stesso. Si tratta, infatti, di rispondere insieme alla domanda di fondo: "Perché la famiglia nel Club?", degli Alcolisti in Trattamento associati alle relative associazioni regionali dell'Arcat.
Decine di volontari dell'associazione "Insieme per ricominciare" hanno ascoltato in apertura la relazione, con gli spunti di riflessione sul tema, della dottoressa Laura Musso, ‘servitrice insegnante' e direttrice della commissione di sensibilizzazione, che ha esordito richiamando l'importanza della famiglia nel percorso di recupero dalla dipendenza dell'alcol, evidenziando che statisticamente, se al programma partecipa soltanto l'alcolista la possibilità di ricaduta e di abbandono è più elevata rispetto a quella registrata dalla terapia familiare.
Il percorso di riequilibro dell'individuo e la sua liberazione da questo tipo di dipendenza passa quindi attraverso un'esperienza condivisa e portata avanti insieme con il proprio nucleo familiare. Tutto questo è codificato dall'esperienza di anni di attività e dai tanti volontari che si mettono al servizio degli altri per aiutarli a conseguire risultati.
Per illustrare il metodo adottato da oltre venti anni e diffuso in tutto il mondo dal neuropsichiatra croato Wladimir Hudolil, la relatrice ha utilizzato lo schema della visione "sistemica" della famiglia nella quale il problema esistente coinvolge inevitabilmente, e richiede quindi la partecipazione alla terapia, di tutti i diversi componenti il nucleo familiare.
«Noi servitori insegnanti - ha ricordato Laura Musso ai volontari dell'Arcat - abbiamo una responsabilità in più; dobbiamo avere una visione sistemica della famiglia e la capacità di stimolare il coinvolgimento attivo e la capacità di modificare la situazione ed i comportamenti da parte di tutti: mettendo marito e moglie sullo stesso piano per l'impegno e la responsabilità da parte di ognuno. Ma, per far questo - ha aggiunto il relatore dell'interessante incontro - è assolutamente necessaria la frequenza nelle scuole di formazione territoriale dei ‘servitori insegnanti'».
Dopo la pausa di mezzogiorno, con il pranzo al ristorante Faga, i lavori al salone dell'ex Cotonificio, concesso dall'amministrazione comunale, sono ripresi con la discussione e gli approfondimenti del tema in vari gruppi di lavoro, chiamati poi a confrontare le rispettive conclusioni e fornire i suggerimenti all'assemblea.
La sintesi finale della relatrice ha concluso i lavori della giornata interregionale di aggiornamento, valutata positivamente dal soddisfatto padrone di casa, il responsabile della sede Acat di Strambino, Giovanni Zenone, gratificato, nel 4º interclub zonale Acat di Caluso del 26 marzo, dalla pergamena per le cinquemila ore di sobrietà e per i suoi dieci lunghi anni di attività come servitore insegnante dell'Associazione degli oltre duecentoventi Club degli Alcolisti in Trattamento del Piemonte.
Sandro Ronchetti