«Ecco cosa diventerà lo stabilimento Novelis»
BORGOFRANCO. «Ora la situazione è chiara dal punto di vista sindacale e dei piani industriali». E' ottimista sul futuro della storica Novelis l'imprenditore bresciano Giovanni Codenotti, socio di maggioranza della costituenda società Cerca, della quale faranno parte anche Agecoserv e, con una piccola quota, il Comune di Borgofranco d'Ivrea.
La società Cerca rileverà gran parte dello stabilimento di Borgofranco per creare un centro per le energie rinnovabili e la compatibilità ambientale.
L'accordo tra le aziende è stato siglato il 7 dicembre dello scorso anno e diverrà contratto definitivo il prossimo 1º aprile.
«Abbiamo già raggiunto accordi sindacali, approvati anche dal personale - sostiene Giovanni Codenotti -. Assumeremo da venti a venticinque dipendenti nel mese di aprile, cercando di tenere in considerazione, nella fase iniziale dell'attività, personale Novelis, specialmente quello qualificato nella gestione e nella manutenzione degli impianti. Poi una decina di lavoratori saranno assunti a settembre, altri a giugno 2007, per arrivare a giugno 2008 con settanta addetti. È ovviamente un dato conservativo, ma ci sarà spazio per fare molto di più, soprattutto perché c'è chiarezza su cosa si vuole fare. In ogni caso il numero dei lavoratori potrà aumentare. Ora partiamo da un substrato di competenze e capacità già esistenti».
Cosa cambierà alla Novelis? «Sostanzialmente tutto», dice Codenotti e spiega: «La vecchia raffineria diventerà un centro ricerche con impianti tecnologicamente avanzati che attireranno gente da mezzo mondo. Abbiamo nell'anima di poter vendere i nostri impianti, che sono brevettati e utilizzano una tecnologia unica al mondo. L'idea è di fare uno stabilimento, ma durante la riconversione industriale avvieremo un'officina. Dalla Provincia ci hanno assicurato massima collaborazione se porteremo qualcosa di nuovo. Allora la società Cerca ha pensato di installare subito un nuovo impianto per fare sperimentazione, che inizierà a funzionare già a settembre. Sarà un impianto per la riattivazione dei carboni esausti per acqua potabile, un'attività assai carente in Italia. Quello che c'interessa è far vedere il nuovo impianto ai nostri clienti nel mondo. I carboni rigenerati, ovviamente, saranno declassati e destinati a processi produttivi legati alle acque industriali».
Ma l'idea di Codenotti è di realizzare, in un secondo momento, un grosso impianto di gassificazione per la produzione di alluminio e energia elettrica.
Come? «Realizzeremo una linea per il trattamento dei poliaccoppiati - afferma Codenotti -, in altre parole tutto quello che viene usato per avvolgere i generi alimentari (plastica e alluminio). Ogni chilo di materiale può produrre due kilowatt di energia elettrica. E da ogni chilo si ricava il 15% di alluminio. In sostanza, con il nostro impianto recupereremo alluminio e produrremo energia. Sarà, nel suo genere, il primo impianto in assoluto che produrrà energia elettrica. L'azienda perciò diverrà un'esposizione visitabile da potenziali clienti che arriveranno da mezzo mondo. Vorremmo creare quest'impianto proprio per portare sviluppo in quest'area, da cui si potranno affrontare mercati più ricchi, magari in Francia, Svizzera e Germania».
Quali saranno gli investimenti della nuova società nel sito Novelis? «Il primo ammonterà a quindici milioni di euro dopodichè valuteremo se procedere con un secondo investimento - sostiene Codenotti -. Ma siamo sicuri che già con la prima iniezione di capitali si arriverà all'occupazione prevista di tutti i lavoratori. A questo punto ci auguriamo davvero che le istituzioni non ci mettano i pali fra le ruote. Il futuro del progetto non è legato solo alla nostra volontà, ma anche alle amministrazioni locali. Noi siamo qui, da coraggiosi, per dare una mano all'occupazione, ma non siamo responsabili dell'attuale inquinamento del sito, che dovrà essere bonificato dal colosso Novelis». Per questo dovrebbero già essere previsti dei fondi.
Cristina Baglione