Cresima rinviata, è polemica
VISCHE. I genitori non vanno a messa alla domenica? Sono spesso assenti agli appuntamenti quindicinali col catechismo? Allora cresima rimandata per i loro figli. Suona quasi come una ‘penitenza' la decisione presa dal parroco di Vische don Pasteris. Undici i bambini del paese che il prossimo giugno avrebbero dovuto essere cresimati dal vescovo, dopo una preparazione durata due anni.
I genitori non ci stanno e sono pronti ad opporsi alla decisione del parroco. «Chiediamo un incontro con il vescovo monsignor Arrigo Miglio, come ci ha consigliato l'arciprete di Caluso don Silvio Faga, a cui abbiamo raccontato l'episodio», sbotta Antonio Agrano, uno dei genitori, che assicura di parlare a nome di tutti.
E aggiunge lo stesso Agrano: «A dire il vero noi speravamo che don Silvio potesse cresimare i nostri figli insieme a quelli di Mazzè, Tonengo e Villareggia. Non ci sembra giusto che i nostri ragazzi che hanno sempre frequentato il catechismo debbano aspettare un anno per poter fare la cresima. Don Giuseppe non può obbligarci ad essere sempre presenti in chiesa. Se fà così a messa non ci andrà più nessuno. Per motivare la sua decisione ci ha persino scritto una lettera (porta la data del 10 marzo scorso, ndr.). Dice che siamo disinteressati alla vita di fede e alla pratica cristiana, che non abbiamo interesse per la crescita spirituale dei ragazzi e che però chiediamo per loro i Sacramenti, dice che la metà dei ragazzi è abitualmente assente alla messa festiva e che gli altri ci vanno convinti che sia una cosa per bambini dal momento che i genitori non partecipano. Dice di aver informato in proposito anche il vescovo, che lo avrebbe raccomandato di attendere una maggiore maturità ed una migliore preparazione nel cammino di fede di ragazzi e genitori.
«Dice che anche il vescovo ha consigliato un rinvio della celebrazione della cresima - conclude Agrano -. Venerdì 24 marzo è previsto un incontro per noi genitori sul Vangelo, ma credo che la maggior parte di noi non ci andrà».
Getta acqua sul fuoco dal canto suo don Giuseppe Pasteris, che di tuta questa storia avrebbe fatto volentieri a meno. «Non mi sembra così grave - spiega il sacerdote - se la cresima viene rimandato di un anno. In molte parrocchie la cresima si celebra quando i bambini frequentano la terza media. I genitori che stanno strumentalizzando la cresima dei loro figli devono però capire che i sacramenti sono importanti e che per riceverli bisogna avere fede, altrimenti tutto si riduce semplicemente ad una festa. E la fede bisogna praticarla. Io del resto metto in pratica quello che dice il mio vescovo, che di recente ha richiamato "sulla necessità ormai urgente di coinvolgere la famiglia nei percorsi di formazione cristiana dei figli". Io pertanto non voglio rendermi complice della perdita della fede...».
E nella querelle tra il parroco ed i genitori interviene anche il sindaco Mario Pignochino. «Il nostro parroco - sostiene Pignochino - spesso ‘sconfina' intervenendo pubblicamente con giudizi su questioni amministrative che non sono di sua competenza. In questo modo poi invece di unire il paese non fa altro che alimentare le discussioni».
Ma non è certo quello che vuole don Giuseppe. Va sottolineato infatti il suo tentativo per tenere unita la comunità in nome dei valori cristiani. Ogni mese è puntuale nella buca delle lettere di tutti i cittadini il suo foglio attraverso il quale informa circa gli appuntamenti religiosi, commenta fatti d'attualità, invita alle preghiera con l'invito a tutti di un rosario e anche alla risata, con uno spazio dedicato alle barzellette. È stato lui l'anno scorso a riaprire l'oratorio.
Con queste premesse c'è da scommettere che una soluzione alla polemica possa essere ricercata e trovata insieme.
Lydia Massia