Stop ai centri commerciali

IVREA. La Confesercenti contro lo Shopville di Caselle. E al grido di «basta con i centri commerciali» annuncia una battaglia a colpi di carta bollata. Per l'esattezza, l'associazione di categoria dei commercianti spiega che presenterà due ricorsi: uno al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ed uno al Tar, Tribunale amministrativo regionale.
Il progetto di Caselle, che dovrebbe sorgere nei pressi dell'aeroporto "Sandro Pertini", ha già ottenuto l'ok della Regione Piemonte. Per il Comune di Caselle si tratta di un'opportunità, in grado di portare sviluppo e lavoro. Sugli oltre quattrocentomila metri quadrati che fiancheggiano l'aeroporto sorgerà un centro multiservizi. Troveranno posto una scuola media superiore dedicata al volo, un hotel, parcheggi, bosco urbano, il centro direzionale dell'Alenia ed anche una grande shopville. Grande quanto? Il progetto parla di cinquantamila metri quadrati di gallerie di negozi, ipermercato, centri per il divertimento e parcheggi. Per aiutare ad immaginare: una città dello shopping ancora più grande di Le Gru di Grugliasco.
Ed è proprio su questo punto che la Confesercenti ribadisce il suo no secco. Il presidente Giuseppe Bagnolesi annuncia i ricorsi: «Crediamo che, su questo progetto, ci siano anche gli estremi per agire in via legale». Nel merito: «Secondo noi ci sono alcune anomalie normative e non sono stati presi in considerazione tutti i parametri, compreso il flusso di traffico veicolare sulla superstrada». Ma, carta bollata a parte, è il nodo politico che, alla Confesercenti, preme sia sottolineato: «Da nostri studi emerge che per ogni posto di lavoro annunciato nei centri commerciali ci sono sei piccoli negozi che chiudono. E quelli sono posti di lavoro che non riusciamo a difendere. La nostra associazione difende i piccoli commercianti e possiamo dimostrare che i posti di lavoro portati dai centri commerciali sono posti di lavoro sottratti ai negozi al dettaglio».
Per la Confesercenti, quindi, bisognerebbe fare attenzione ai numeri perchè non si tratterebbe di nuova occupazione. E ancora: «Di grandi centri commerciali e di shopville ce ne sono già a sufficienza nella provincia di Torino. C'è saturazione. Nuovi centri commerciali non hanno alcuna ragione d'essere nè, ormai, rispondono ad alcuna particolare esigenza di tipo commerciale. Il risultato che si ottiene è solo quello di mettere in ginocchio mercati e negozi».
Il presidente della Confesercenti rilancia inoltre la questione della necessità - giudicata improrogabile - di una nuova legge regionale sul commercio. Proprio per affrontare la discussione, la giunta regionale guidata da Mercedes Bresso aveva approvato una moratoria che scadrà alla fine del mese. Bagnolesi chiede che sia approvata una proroga, in modo da completare l'iter per una nuova legge che sia approvata dal consiglio regionale. «Abbiamo avuto una bozza - osserva - ma non ci pare ancora adeguata. Stiamo discutendo e presentando le osservazioni». (ri.co.)