Priacco, una borgata in crescita
CUORGNE'. Ci porta al di là del torrente Orco il nostro viaggio alla riscoperta delle frazioni cuorgnatesi, per l'esattezza a Priacco, località ben esposta al sole, all'imbocco della verde Valle Sacra, che sta conoscendo un notevole sviluppo dal punto di vista residenziale. La borgata, un tempo importante, venne aggregata come quella vicina di Salto a Cuorgnè nel 1928 in seguito ad un decreto che stabiliva la soppressione in tutta Italia di molti piccoli comuni. La sua chiesa, dedicata a San Faustino, è già citata nel lontano 1341. Unitamente alla parrocchia della frazione Salto appartiene, per una divisione risalente alle prime epoche del Cristianesimo alla diocesi di Ivrea, contrariamente al capoluogo la cui giurisdizione ecclesiastica fa capo all'arcidiocesi torinese. L'abitato di Priacco è preceduto da un vecchio mulino, da decenni non più in uso, soffocato da nuove costruzioni ma ancora visibile.
Sulla collina che sovrasta la parrocchiale di San Faustino, trovano spazio ricche ville, tra le quali il "Castello Ghersi" circondato da un magnifico parco, ora venduto a privati, in passato appartenuto ad una baronessa, figura di signora d'altri tempi che i cuorgnatesi con qualche anno in più hanno ancora ben presente. La frazione conta attualmente 384 residenti ed è composta dalle case Morgando in direzione di Nava, dal centro, dalle località Parrocchia, Ciochetti, Turina, Canton Vasetto e Piova. La parte verso Castellamonte della località Pedaggio appartiene alla frazione Priacco, mentre quella in direzione di Pont fa capo a Salto. Complessivamente gli abitanti di Pedaggio, toponimo retaggio di un passato in cui in tale località ubicata subito dopo il ponte sull'Orco si riscuoteva una piccola tassa, un "pedaggio" appunto, che veniva usato per la manutenzione del ponte, risultano 447.
Chiara Cortese