Neuropsichiatria Infantile, la nuova sede
IVREA. Ha cambiato sede il Centro di Neuropsichiatria Infantile e di Psicologia dell'Età Evolutiva. Dallo stabile in affitto in via Di Vittorio, il servizio è stato trasferito presso l'edificio Saudino. «Abbiamo deciso di utilizzare un ampio spazio di nostra proprietà invece di rinnovare, per altri sei anni, un canone di affitto che ammontava a 73 mila euro l'anno - spiega Carmelo del Giudice, direttore generale dell'Asl 9 -. Questo tipo di scelta ci permette di risparmiare 438 mila euro, che avremo a disposizione per altri servizi». Lo spostamento è stato concordato con chi lavora presso il centro che ora risulta bello, funzionale, facilmente accessibile e dotato dei parcheggi necessari a rispondere alle esigenze di chi lo frequenta.
Prime fra tutti le dottoresse Maresa Perenchio, responsabile della Neuropsichiatria e Silvana Faccia del Servizio di Psicologia dell'Età Evolutiva. E la nuova sede piace sia a chi vi lavora che ai tanti utenti. Immersa nel verde, dispone di ampi spazi interni e di una grande terrazza da utilizzare nella bella stagione per i giochi dei bambini, oltre che di una palestra luminosa dalle cui finestre è possibile ammirare il lago San Michele e le colline circostanti.
«E' stata davvero positiva la scelta di trasferire un servizio, per bambini e adolescenti, in un luogo che è anche sede stabile di persone anziane. In questo modo la Residenza Saudino si è aperta ad altre realtà e a un altro tipo di utenza - afferma Maresa Perenchio, entusiasta della nuova sede -. I locali occupati in via Di Vittorio non erano adatti al lavoro che viene svolto presso un Centro di Neuropsichiatria. Il rumore delle automobili infastidiva e a volte non permetteva di svolgere i colloqui con i nostri piccoli utenti, in un ambiente tranquillo e silenzioso. C'erano dei momenti in cui bisognava alzare la voce o farla alzare per capirsi. Tutto questo oggi non accade più».
«All'inizio avevamo qualche perplessità, anche perchè la Saudino è conosciuta come una residenza per anziani - aggiunge Perenchio -. L'ampio spazio a nostra disposizione, la luminosità dei locali che sono stati opportunamente divisi e tinteggiati, sulla base delle nostre esigenze, ha invece colpito positivamente l'utenza, che sembra trovarsi a proprio agio. Forse l'unico neo è l'ascensore». Per accedere al centro, dall'entrata della Saudino, bisogna infatti utilizzare l'ampio ascensore che porta al primo piano, e in alternativa non ci sono scale. L'Asl però sta predisponendo un secondo accesso, da utilizzare a piedi. Per chi lavora al Centro e per tanti utenti, da un mese a questa parte, c'è poi qualcosa che quasi lascia sgomenti. E' l'ufficio, con la porta sempre aperta, della dottoressa Carla Crotta, alla quale un grave incidente stradale non sta permettendo di continuare il proprio lavoro in un luogo che le ra piaciuto dal primo momento. Maresa Perenchio rileva che l'assenza di Carla Crotta ha messo in crisi il servizio, sia per le sue capacità che per il fatto il servizio è sotto dotato di personale rispetto alle altre Asl piemontesi. (g.a.)