Dilazionati i pagamenti
EPOREDIESE. Le proteste dei sindaci per i preavvisi bonari di accertamento recapitati dall'Anas ai titolari di passi carrai abusivi sulla strada statale 26 hanno sortito, in parte, il loro effetto. L'Anas ha dilazionato i termini per il versamento delle somme indicate nei preavvisi bonari, fissando al 31 maggio la scadenza del pagamento in misura ridotta e al 30 giugno quello in misura intera.
La società, inoltre, è disposta ad accogliere la richiesta del sindaco di Borgofranco, Vincenzo Baruzzi, di allestire un punto di informazione sul territorio, dedicato alla specifica tematica dei passi carrai, in aggiunta al call center già da subito messo a disposizione dell'utenza.
In sostanza l'Anas conferma la piena disponibilità a valutare ogni possibile misura da intraprendere per venire incontro ai disagi degli utenti, compatibilmente con gli obblighi ed i vincoli imposti alla società dalla normativa e dalla propria missione istitutiva.
In una lettera inviata ai sindaci, Antonio Abbate, direttore centrale dell'Anas, ribadisce che i preavvisi bonari sono il primo passo della campagna di regolarizzazione. «L'Anas - scrive Abbate - ha ritenuto opportuno procedere con questi atti extragiudiziali, anziché adottare atti autoritativi diretti ad ottenere coattivamente il pagamento delle somme dovute, proprio al fine di instaurare un positivo rapporto di collaborazione con gli utenti che consenta a questi ultimi di vedere definitivamente regolarizzata la loro posizione. E all'Anas di perseguire efficientemente ed efficacemente i propri fini istituzionali, nel pieno rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente. Eventuali anomalie che dovessero essere riscontrate dai destinatari dei preavvisi bonari non pregiudicheranno in alcun modo gli utenti né li obbligheranno al compimento di complesse operazioni burocratiche finalizzate ad ottenere l'annullamento o la rettifica dei preavvisi in questione che, del resto, sono proprio congegnati per favorire la messa a punto di quanto necessario per la regolarizzazione delle posizioni rilevate in collaborazione con i titolari delle medesime».
E i titolari di passi carrai cosa dovranno fare? Sarà sufficiente che provvedano a compilare il prospetto allegato al preavviso e lo trasmettano all'Anas per ottenere la sospensione dei termini della procedura qualora venissero comunicati, con relativa documentazione di riferimento, dati che dovessero incidere in modo sostanziale sulla destinazione d'uso dell'accesso irregolare rilevato. In tal caso, gli utenti che collaboreranno con l'Anas alla rettifica delle eventuali anomalie verranno rimessi pienamente in termini per provvedere al pagamento delle somme che risulteranno effettivamente dovute, anche nella misura particolarmente agevolata del 50%. E anche il completo annullamento della stessa procedura qualora venisse segnalato, anche in questo caso allegando la documentazione di riferimento necessaria, ovvero fornendo elementi certi per la reperibilità della stessa, l'ascrivibilità della titolarità dell'accesso a soggetto diverso da quello destinatario del preavviso.
Ma ciò, evidentemente, non basta. Luigi Ricca, capogruppo Sdi-Rosa nel Pugno in consiglio regionale, ha chiesto alla giunta di intervenire contro le "gabelle" richieste dall'Anas ai titolari di passi carrai sulle strade statali. «Purtroppo - commenta Ricca - la gran parte dell'utenza interessata a tali passi carrai non è formata da lettori abituali della Gazzetta Ufficiale e pare proprio che la comunicazione esterna effettuata dall'Anas non sia stata tale da "catturare" l'attenzione di tanti interessati. Bisogna anche considerare che l'importo del canone determinato (ci sono casi di 360 euro per accessi a fondi agricoli il cui reddito annuo è ben inferiore a tale cifra) sembra in alcune realtà più un "furto" che un, seppur opinabile, corrispettivo per l'accesso realizzato e che la richiesta contestuale di versamento di cinque annualità retroattive, con l'applicazione di sanzioni e interessi di importo elevato, provoca pesanti riflessi sulla situazione economica delle famiglie interessate».
La sollecitazione alla giunta regionale prende spunto anche dal fatto che alcune Province, fra le quali quella di Torino, cui sono passate le competenze delle strade "ex statali" hanno rinunciato all'incasso dei canoni. Attraverso un suo documento, Ricca richiede alla giunta di attivare le azioni necessarie, affinché l'Anas ridetermini canoni più appropriati alle diverse tipologie di passi carrai esistenti, modulandone l'importo secondo la rilevanza dell'utilizzo, e cancelli le annualità arretrate e le relative sanzioni. Infine Ricca chiede che l'Anas annulli almeno le sanzioni e rateizzi, su richiesta degli interessati, gli importi arretrati più consistenti. (c.b.)