Aranceri, arriva la tolleranza zero
IVREA. Comune e Consorzio organizzatore dicono basta alle degenerazioni che hanno visto protagonisti, in quest'ultima edizione del Carnevale, alcuni aranceri. Stop ai saluti fascisti, (immortalati anche da un lettore della ‘Sentinella del Canavese' durante il corteo del sabato sera) ostentati con tanta naturalezza nella certezza di restare impuniti. Stop alle bestemmie e agli insulti urlati negli altoparlanti senza nessun rispetto per l'altrui sensibilità. Stop anche alle piccole risse, una costante che ormai caratterizza sempre più negativamente la storica kermesse.
Il più risoluto sembra essere il primo cittadino Fiorenzo Grijuela, sommerso in questi giorni dalle indignate proteste di tanti suoi concittadini. Questa mattina (lunedì 6 marzo) invierà una lettera ai responsabili delle squadre degli Arduini e degli Scacchi. Il succo del discorso è semplice: non saranno tollerate altre intemperanze, pena la non concessione di piazza Ottinetti per la battaglia delle arance nelle prossime edizioni.
«Chi in questi giorni si è indignato per le bestemmie e i saluti fascisti - commenta il sindaco - ha pienamente ragione. Fenomeni del genere non sono più tollerabili. Abbiamo già oltrepassato ogni limite della decenza. Quello che temo sopra ogni altra cosa è il diffondersi della cultura da stadio, da curva che potrebbe consolidarsi in alcune piazze. Purtroppo, alcuni dei responsabili di queste squadre sono arroganti e con loro è difficile poter dialogare».
L'ordinanza con cui il sindaco autorizzava l'uso degli altoparlanti nelle piazze del tiro, esclusivamente per motivi di servizio, è stata disattesa. «Su questo punto - prosegue Grijuela - il prossimo anno vieteremo l'uso degli altoparlanti. In quelle piazze dove l'ordinanza non sarà rispettata mi impegno sin da adesso a chiedere l'intervento delle forze dell'ordine».
Per il sindaco i saluti fascisti e le bestemmie urlate nei microfoni non fanno altro che squalificare il Carnevale e quella maggioranza degli aranceri che si è sempre comportata in maniera corretta. «Rispetto a questi fenomeni - conclude Grijuela - dobbiamo essere intransigenti. Sono disposto anche a non concedere più agli Arduini e agli Scacchi piazza Ottinetti».
Sulla stessa lunghezza d'onda Elvio Gambone il cui mandato da segretario del Consorzio organizzatore termina proprio quest'anno. «Non c'è dubbio che per il prossimo anno - spiega Gambone - coloro che organizzeranno il Carnevale dovranno prendere seri provvedimenti nei confronti di queste squadre. Certamente gli altoparlanti non verranno più concessi e per quei saluti fascisti bisognerà pensare a delle penalità. Certo è che rispetto a questi atteggiamenti non si può far finta di nulla, non si può lasciar correre. Abbiamo il dovere di rispondere in maniera ferma. Non possiamo permetterci altre degenerazioni soprattutto in momento delicati come gli attuali».
Tra le tante lettere arrivate nella redazione della Sentinella c'è quella di Francesco Mosconi che si dice "estrerrefatto e indignato" dall'assegnazione della vittoria agli Scacchi. «Domenica 26 febbraio - scrive Mosconi - il loro capo (presumo fosse tale visto che li incitava con un megafono alla battaglia), usando il megafono ha ‘bestemmiato Dio' in piazza Ottinetti. A quelle parole si è alzato il grido di indignazione da parte della piazza. La legge punisce chi bestemmia con una sanzione amministrativa. Sono in attesa di sapere se questo atto sarà sanzionato». «Mi sarei aspettato - conclude Mosconi - che gli organizzatori avessero preso posizione verso questo inqualificabile gesto».
Sulle bestemmie urlate negli altoparlanti è ancora una lettrice a protestare. «Sono veramente sbalordita e indignata - scrive Adriana Lobianco -. Domenica pomeriggio, via Palestro e piazza Ottinetti erano piene di gente che seguiva la battaglia. Dai microfoni è esplosa una bestemmia. Ebbene, quella squadra ha vinto il primo premio degli aranceri. Ritengo non ci sia altro da aggiungere».
Capitolo carri da getto. Il Consorzio organizzatore ha già deciso per il prossimo anno una drastica riduzione. Nei giorni della battaglia in giro per il centro storico se ne sono contatati ben 41. Un numero sproporzionato che ha creato non pochi problemi di viabilità e, come sottolineato più volte dal commissariato, di ordine pubblico.
Scontenti anche i tiratori che a fronte di grosse cifre sborsate, quest'anno non sono riusciti a far più di due giri nelle piazze, proprio a causa dell'assembramento dei carri in prossimità delle zone del tiro. Nei prossimi giorni, i responsabili riceveranno una lettera dal Consorzio in cui verranno comunicate le nuove disposizione. «Stiamo ancora valutando i criteri con cui verranno accettate le iscrizioni per la prossima edizione del Carnevale - spiega Elvio Gambone - ma è certo che i carri da 41 passeranno a 25-30. Un provvedimento doloroso ma inevitabile».