Rifiuti, presto un unico consorzio
IVREA. Ultime settimane di lavoro per il Consorzio Canavesano Ambiente. L'ente, che si occupa degli indirizzi e delle politiche relative ai rifiuti, alla loro raccolta e smaltimento per una cinquantina di comuni del Canavesane, entrerà presto a far parte di un nuovo organismo societario insieme all'analogo Consorzio Alto Canavese (Csac). Insieme formeranno così un unico grande Consorzio che "governerà" i rifiuti dell'intero Canavese. E prima di sciogliersi il Consorzio canavesano ambiente è riuscito ad ottenere da Legambiente un lusinghiero attestato di merito. Tra i primi posti della classifica degli enti ricicloni in Regione Piemonte, il consorzio ha saputo conquistarsi negli ultimi mesi il secondo posto.
«Il Consorzio è il secondo in graduatoria degli enti ricicloni della Regione Piemonte - spiega il suo presidente Maurizio Cieol -. La giuria del premio ha preso in considerazione non soltanto la percentuale della raccolta differenziata ma anche il metodo utilizzato per diminuire i rifiuti da portare alla discarica. Il nostro Piano 2004/2006 del ‘porta a porta', che interessa centodiecimila abitanti, è stata una sfida che possiamo dire di aver vinto, anche se indubbiamente registriamo ancora dei problemi, che vanno assolutamente risolti».
«Mi riferisco - aggiunge il presidente Cieol - in particolare alla scelta dell'organico che non viene compiuta come si deve. Sovente ci sono dei quantitativi di tali rifiuti che non possiamo riciclare, perché la selezione dei prodotti non è avvenuta a dovere e magari troviamo della plastica o altri oggetti non biodegradabili. Nonostante queste carenze ad oggi abbiamo raggiunto il 50 per cento della raccolta differenziata, obiettivo questo che la Regione Piemonte si pone entro la fine del 2009. Noi, invece, speriamo di arrivare al sessanta per cento a fine anno».
Anche l'ingegner Luigi Palma, amministratore della Società Canavesana Servizi (che si occupa invece direttamente della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti), si dice soddisfatto dei risultati raggiunta, ma rileva che a Ivrea, in particolare nel centro storico, i problemi che propone ancora il porta a porta non sono pochi. «In alcuni punti passiamo addirittura tutti i giorni a ritirare i sacchetti - precisa Palma -. Continuiamo a confidare nell'aiuto dei residenti, che hanno dimostrato grande collaborazione. Non per nulla abbiamo raggiunto quota 50 per cento della differenziata».
Per attivare il porta a porta, tra l'altro, è stato necessario che all'interno dell'azienda si effettuasse una capillare riorganizzazione dell'intero personale, formato oggi da novanta persone che operano sulla strada, passando casa per casa.
Ora però Cieol e gli altri dirigenti del Cca sono impegnati nella fusione dei due enti in uno solo che continuerà però a chiamarsi Consorzio Canavesano Ambiente. Si tratta di un'operazione non da poco che dovrà tenere conto di due realtà territoriali e dell'organizzazione del "pianeta rifiuti", oggi molto diversi fra loro. (g.a.)